IL FATTO

Canoni depurazione non dovuti, l’Aca restituisce i soldi ai cittadini

Entro settembre si concluderanno tutti i pagamenti

Redazione PdN

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Canoni depurazione non dovuti, l’Aca restituisce i soldi ai cittadini




CASALINCONTRADA. L’Aca restituirà a tutti i cittadini di Casalincontrada i canoni di depurazione non dovuti e pagati ingiustamente.
L’annuncio arriva dal consigliere di Casalincontrada Sergio Montanaro che fin dal principio si era occupato della vicenda. Ieri proprio l’azienda consortile acquedottistica ha assicurato che i rimborsi arriveranno a destinazione entro il prossimo settembre «dopo la verifica della sussistenza dei diritti a riceverli».
L’assurda vicenda pare dunque arrivare ad una soluzione positiva e trae origine da una sentenza della Corte Costituzionale dell’ottobre 2008 che dichiarava la incostituzionalità della norma che consentiva agli enti gestori dei servizi idrici di addebitare nelle bollette il canone per la depurazione, anche laddove non vi fossero i depuratori o questi non risultassero funzionanti.


«Con pazienza e caparbietà», commenta Sergio Montanaro di Casale Futuro, «abbiamo mantenuto l'impegno assunto con l'intera cittadinanza di Casalincontrada. Nel maggio del 2011 su sollecitazione di molti cittadini sfiduciati dall'atteggiamento negativo sia dell'Aca che del sindaco ci siamo fatti carico della risoluzione del problema. Per adempiere correttamente all'impegno assunto e garantire una gestione trasparente e non strumentale della vicenda, decidemmo di richiedere l'intervento dell'Associazione di Consumatori Acai che, a titolo di mero volontariato e gratuitamente, ha dato corpo alle legittime richieste della cittadinanza inoltrando una vertenza generale relativa al rimborso dei canoni di depurazione in favore di tutti i casalesi aventi diritto».
Ieri mattina la vicenda ha finalmente preso il giusto binario: «l’Aca, per mezzo del dirigente Giancarlo Gennari, dopo averci ricevuti ci ha informato di aver dato seguito alle richieste di rimborso. Ancora una volta rimaniamo stupiti dall'atteggiamento negativo di alcuni politici e della burocrazia nei confronti dei diritti dei cittadini/consumatori che devono sudare e lottare per vederseli riconosciuti, anche se ribaditi da sentenze. Queste vicende dovrebbero chiudersi automaticamente».