SANITA'

Asl Chieti. Mammografie al 2016, ma c’è la corsia preferenziale

Cup di Chieti alla deriva dopo il ritorno alla gestione da Lanciano

Redazione PdN

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CUP PESCARA

Un cup




CHIETI. Ieri ci si è messo pure un black out e così per un’ora il Cup del SS. Annunziata di Chieti si è completamente bloccato.
Per fortuna l’interruzione si è verificata a fine turno e non ci sono state grosse conseguenze sulle file, non si riesce però a sapere se queste interruzioni ricorrenti dipendono dal server o dal programma informatico che fa girare le prenotazioni. Gli addetti allo sportello, infatti, non parlano e così tace pure la direzione generale: i primi avvertono e subiscono la tensione degli utenti insoddisfatti e la lontananza dai problemi reali dei loro dirigenti Antonella D’Antonio e Mariangela Galante che operano da Lanciano, il manager invece sembra disarmato di fronte a questo sfascio.
Ad esempio, da tempo è stata inoltrata la richiesta per un paio di computer indispensabili per il funzionamento del Cup di Chieti, ma i computer non sono arrivati. In realtà lo scorso anno il dg Francesco Zavattaro cercò di porre rimedio al disastro del Cup strigliando le due dirigenti lancianesi: erano troppe le polemiche sui disservizi del servizio e sulle difficoltà per le mammografie per le quali venivano utilizzate due liste di prenotazione, una normale e l’altra più rapida. Non riuscendo però ad ottenere un cambiamento ed insospettito per la vicenda delle doppie liste adottate a Lanciano per le mammografie, il manager affidò la supervisione del Cup a Walter Russo che riuscì a rimettere il servizio sui binari e ad eliminare le code.


 Dopo il pensionamento di Russo però l’incarico è tornato alla coppia lancianese.
In più a Lanciano si dimostra una conoscenza superficiale dell’organizzazione territoriale della Asl.
PrimaDaNoi.it ha potuto consultare un documento sulle ferie e sui permessi del personale Cup – firmato dalla nuova dirigenza e datato 17 gennaio, poco dopo la loro nomina che è dell’11 – dove c’è un elenco che comprende anche Cup e Distretti sanitari di base inesistenti: Guardiagrele, Orsogna, Tollo, Miglianico (aperto successivamente al 17 gennaio), Bucchianico, Atessa (che tra l’altro non c’è perché è dentro l’ospedale ed a suo tempo gli è stato ritirato anche il fondo cassa), Casoli e Gissi. Ma nessuno della direzione generale ha corretto l’errore.

LE MAMMOGRAFIE
C’è poi il capitolo mammografie che ricomincia a diventare imbarazzante. Le prenotazioni si avviano a superare i due anni di attesa (gli ultimi appuntamenti sono per il 2016), mentre continua lo strano funzionamento della doppia lista: alcune donne aspettano anni ed altre utilizzano una corsia preferenziale e vengono chiamate al controllo con criteri incomprensibili.
Il problema è complesso e merita un discorso a parte, anche perché gli addetti allo sportello sono spaventati quando si parla di mammografie e preferirebbero non “metterci” le mani. Resta il fatto che in direzione generale esiste una relazione su queste prestazioni, sui ritardi, sui problemi sorti con le doppie liste di attesa “made in Lanciano” e sui dubbi nell’uso delle password degli operatori da parte di altri soggetti che forse entravano nel sistema (le password infatti furono tutte cambiate).


 Insomma c’è un quadro poco rassicurante su cui però nessuno è intervenuto, tanto che i problemi oggi si ripresentano. Che direbbe il manager ad una donna che si presenta per l’esame radiologico prenotato un anno prima e che risulta cancellata, pur se mai ha disdetto l’appuntamento? O all’operatore che risulta essere l’autore della cancellatura, se l’interessato nega di averlo fatto? E cosa penserebbe di fronte all’elenco prestazioni della Radiologia riferito ad un certo giorno, se questo stesso elenco dopo alcuni mesi presentasse cambiamenti nei nomi, nel numero delle prestazioni e negli orari?


Sebastiano Calella