BICCHIERE MEZZO VUOTO

Calice Toyo Ito: tutto pronto, l’opera parte per Pomezia e ci costa altri 30mila euro

Trasporto e messa in sicurezza saranno ad opera della ditta costruttrice

Redazione PdN

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Calice Toyo Ito: tutto pronto, l’opera parte per Pomezia e ci costa altri 30mila euro

 

 

 


PESCARA. Manca ormai poco, è questione di giorni: il Comune sta predisponendo tutti gli atti e a breve il celebre calice di Toyo Ito lascerà piazza Salotto.
L'opera dell’architetto giapponese, installata nella piazza di Pescara il 14 dicembre 2008 è costata oltre un milione di euro ma il suo destino è stato decisamente sfortunato. Dopo 64 giorni dall'inaugurazione ha subito un cedimento strutturale e si è spaccata. Era il 16 febbraio 2009. Da 1.500 giorni fa brutta mostra di sé, completamente ingabbiata.
Per mesi non è stato possibile rimuovere il bicchiere rotto, oggetto di un contenzioso giudiziario tra Comune di Pescara, Banca Caripe e la ditta che l'ha costruita, la Clax Italia s.r.l. di Pomezia. L’amministrazione comunale ha chiesto 2 milioni di risarcimento danni per i «difetti e i vizi» dell’opera. Lo scorso 25 gennaio il giudice ha accolto l’istanza del Comune ed ha autorizzato lo spostamento dell’opera a cura della Clax Italia ma a spese dell’amministrazione pubblica (per l’80%) e della Caripe (circa 5.500 euro più iva).

Qualche giorno fa è stato firmato proprio l’impegno di spesa. Il tutto costerà alla casse comunali 27.500 mila euro (iva inclusa) e a questa cifra si devono aggiungere altri 3.775 euro mila euro che il Comune dovrà versare come fondo spese richiesto dal Ctu per le operazioni relative alla rimozione dell’opera.
I costi sono così spiegati nel preventivo spedito dalla Clax Italia: 6.500 euro per il controllo e il rinforzo della gabbia metallica, il controllo e il rinforzo del basamento, la messa in sicurezza. 

18.800 euro costerà invece il sollevamento, il posizionamento dell’opera sull’autocarro, il noleggio di 2 autogru per il sollevamento, il trasporto da Pescara a Pomezia e lo scarico e il posizionamento nella ditta romana. Serviranno inoltre 2.200 euro per la costruzione di un basamento in acciaio.
Ma che fine farà l’opera? Per il momento il bicchiere dovrà tornare a Pomezia, negli stabilimenti della Clax, e lì dovrà restare per almeno 18 mesi per consentire all’impresa stessa di fare una revisione, non dell'opera vera e propria ma della struttura di protezione che sostiene il manufatto. Dopo queste operazioni l’Huge Wine Glass potrà tornare in Abruzzo e le spese di trasporto saranno a carico della Clax.
Sulla nuova vita abruzzese è ancora presto per fare progetti anche se di richieste ne sono arrivate diverse, come quelle del Comune di Francavilla che vorrebbe posizionare l’opera davanti al Mumi o quella del Museo di Nocciano pronto a regalargli una nuova dignità posizionandolo negli ambienti esterni del Castello medievale.


Alessandra Lotti