SANITA'

Abruzzo/Cup dell’ospedale di Chieti, proteste e disservizi

La gestione a Lanciano del servizio crea difficoltà agli utenti

Redazione PdN

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Abruzzo/Cup dell’ospedale di Chieti, proteste e disservizi




CHIETI. Torna la protesta per le file interminabili al Cup all’ospedale SS. Annunziata di Chieti. Troppi utenti, cattiva organizzazione del servizio, superficialità nell’affrontare le emergenze?
 Difficile dirlo ma potrebbe essere quasi un effetto collaterale non previsto dell’unificazione delle due Asl provinciali, da quando la competenza sul Cup fu affidata a Lanciano.
Infatti, il servizio registrò subito proteste e disservizi, tanto che per le polemiche (in particolare sulle mammografie) fu affidato di nuovo a Chieti. Ma dopo una breve normalizzazione a fine anno, dopo il pensionamento del dirigente teatino la competenza del Cup del SS. Annunziata è tornata a Lanciano, con un crescendo di segnalazioni per i nuovi disservizi.
Nello specifico, ieri il Cup è andato in tilt fin dall’apertura, con corollario di proteste sia con il personale allo sportello (peraltro del tutto incolpevole) sia con l’Urp (ufficio relazioni con il pubblico). Ieri dopo le 12 – come dimostrano le foto - c’era ancora molta gente in attesa, un pò spazientita per dover aggiungere anche la fila interminabile al disagio di star male e a quello di pagare. 


In verità all’affollamento di ieri ha contribuito anche la giornata di lunedì, ma a questo aumento fisiologico degli utenti si sono aggiunti il blocco di un computer ed il cattivo funzionamento della cassaforte. Sistemati questi due problemi – che però creavano difficoltà da giorni senza che ci sia stato un intervento rapido di manutenzione – non è stato facile smaltire la fila che si era creata. Ma proprio questi due fatti banalissimi – un guasto può capitare dappertutto – danno il senso di come viene gestito oggi il servizio Cup dell’ospedale che è il biglietto da visita della Asl. Infatti un computer che si blocca è come una gomma che si buca e se manca la ruota di scorta, addio viaggio. E al Cup di Chieti manca un computer di scorta già programmato. E sembra che non ci sia nemmeno in altre sedi. Inoltre, stando alle proteste di alcuni utenti, sembrerebbe che il tempo utilizzato per una prenotazione o per il pagamento del ticket sia stato così lungo da far sorgere il sospetto che le persone messe allo sportello non fossero state adeguatamente formate per quel servizio. Ieri comunque i ritardi all’inizio del turno di servizio sono stati provocati anche dalla necessità di contare i soldi che la guardia giurata aveva riconsegnato all’apertura delle casse: infatti per la difficoltà di chiusura della cassaforte del Cup, i soldi erano stati messi in sicurezza nell’ufficio delle guardie giurate. Nei giorni scorsi c’erano già stati problemi di funzionamento, ma nessuno è intervenuto.

IL NUMERO UNICO DI PRENOTAZIONE DI LANCIANO NON ERA GRATUITO
C’è poi un altro aspetto che potrebbe spiegare l’aumento improvviso delle file.
 A fine anno Walter Russo, come responsabile del Cup, scoprì che non era gratuita la chiamata per la prenotazione inoltrata al call center di Roma – che era stato attivato dalla Asl di Lanciano - ma costava quasi un euro a minuto.
Si trattava infatti di un numero “unico” e non di un numero verde. Di qui la decisione di bloccare il contratto e di potenziare il numero verde della Asl di Chieti, intanto unificata con Lanciano. Cambiata la dirigenza (Russo è in pensione da gennaio), il numero verde della Asl provinciale è rimasto quello di Chieti, che ha soltanto sette linee ed otto addetti che non riescono a far fronte alle richieste di tutta la provincia e di fuori provincia. Secondo i progetti, la Asl dal primo maggio doveva far partire il nuovo servizio potenziato: ci sono i mobili, ci sono le stanze, ci sono i telefoni, ma il via non c’è ancora stato.
E così, impossibilitati a prenotare per telefono, gli utenti si riversano al Cup di Chieti gestito da Lanciano. Dove tra l’altro è stato trasferito anche l’ufficio calendario di Chieti, cioè la struttura che raccoglie le disponibilità dei medici a visitare in ambulatorio.
Al di là dei disservizi che si creano (il calendario più complesso è quello del SS. Annunziata, dove ci sono più richieste per la presenza dell’università) all’epoca si era parlato di una centralizzazione del servizio a Lanciano per razionalizzare la gestione della Asl unificata. Domanda: visto che da Vasto non arrivano proteste, non è che quell’ufficio calendario continua ancora a funzionare?

Sebastiano Calella