CRISI IDRICA

Comune Pescara contro Aca: «presidente e cda, tutti a casa». E oggi nuovo guasto

Nove Comuni senz’acqua

Redazione PdN

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Comune Pescara contro Aca: «presidente e cda, tutti a casa». E oggi nuovo guasto

Il sindaco Mascia

 

 

 

PESCARA. L’amministrazione comunale di Pescara torna a chiedere oggi formalmente le dimissioni dell’attuale governance dell’Aca.

 

Non si salva nessuno: dal presidente Di Cristoforo, confermato lo scorso anno, «con una procedura illegittima», all’intero Consiglio d’amministrazione.

Una richiesta che arriva in un giorno ‘caldo’ sul fronte dell’emergenza idrica dal momento che da stamattina alle 8 ben 9 Comuni del Pescarese sono rimasti a secco a causa di un guasto in un tratto dell'adduttrice Tavo sud dell'acquedotto, avvenuta a Farindola, in contrada San Quirico.

I lavori sono terminati alle 12.30 e l’acqua nelle prossime ore dovrebbe tornare a scorrere regolarmente. Dalle prime ore  di questa mattina, infatti, l'erogazione dell'acqua potabile nei comuni di Penne, Pianella, Picciano, Loreto Aprutino, Collecorvino, Moscufo, Cappelle sul Tavo, Spoltore e zona vestina di Montesilvano. In alcune zone la situazione non si è ancora normalizzata.

E chissà che l’ennesimo guasto non velocizzi la ‘pratica’ firmata dal Comune di Pescara.

Il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, insieme all’assessore alla Gestione del Territorio, Marcello Antonelli, e al consigliere comunale e regionale Lorenzo Sospiri chiedono con fermezza una sostituzione «applicando i criteri di nomina previsti dalla Spending Review». Questo vuol dire due consiglieri nominati tra i dirigenti comunali, dunque a costo zero per l’Aca, e un presidente eletto dall’Assemblea dei sindaci.

La richiesta è stata rilanciata oggi, a tre giorni di distanza dalla nuova assemblea dei sindaci già convocata per venerdì prossimo per la nomina di un nuovo consigliere d’amministrazione, nomina che i tre chiedono di bloccare per azzerare l’intero Cda, «una misura ormai necessaria vista la situazione in cui versa l’Aca, gestita da quasi vent’anni dallo stesso partito, il Pd, che ha dimostrato la propria completa inadeguatezza».

«Il ‘caso’ inerente la gestione della risorsa idrica da parte dell’Aca ha del paradossale – ha detto il sindaco Albore Mascia -, un paradosso che, purtroppo, si riflette direttamente sulle pubbliche amministrazioni locali e, ovviamente, sui cittadini in termini di costi».

Il Comune di Pescara è l’unico ad essersi opposto al rinnovo del Consiglio d’amministrazione, circa un anno fa, insieme al sindaco di Spoltore. «Subito dopo», ha ricordato il primo cittadino, «abbiamo anche fatto ricorso contro il rinnovo del Cda, questo perché ritenevamo illegittima la procedura adottata».

Al contrario l’Assemblea ha deciso di procedere posticipando il voto del bilancio a quello del rinnovo del Cda, confermando, automaticamente il presidente Pd di nuovo in carica.

Oggi una nuova richiesta e un attacco al partito Democratico che oggi in prima linea contesta la gestione del servizio idrico. «Se oggi il Pd contesta la gestione dell’Aca», dice Mascia, «per coerenza dovrebbe semplicemente togliere il disturbo dai vertici dell’Azienda, e consentire la nomina di una nuova governance con i criteri della Spending Review, e invece questo non accade, lasciando intendere che quella attuata è la solita pantomima politica di un partito che, nella lotta per la leadership, cerca un nuovo equilibrio attraverso la spartizione delle poltrone».

«Se ne deve andare tutto il Consiglio d’amministrazione», ha continuato Sospiri, «e la nostra non è una posizione di oggi, determinata dai continui problemi tecnici o dalla denuncia del Commissario Caputi, ma è una posizione certa e cristallizzata che abbiamo da sempre ed è talmente forte da aver inoltrato noi un ricorso in Tribunale dove abbiamo eccepito come loro abbiano ricostituito un Consiglio d’amministrazione già decaduto per le norme della Spending Review».

«Il Pd – ha aggiunto l’assessore Antonelli – prima elegge di Cristoforo alla Presidenza dell’Aca in modo illegittimo, con tutti i sindaci schierati come una corazzata, poi, al primo incidente di percorso tecnico, come poteva essere la rottura dell’acquedotto Giardino, lo hanno aggredito e massacrato, come se Di Cristoforo fosse stato eletto dai marziani, e invece è stato eletto dal Pd che oggi si deve assumere la responsabilità delle scelte che ha fatto. Poi il Pd farà buona cosa impedendo ai propri sindaci di eleggere, venerdì, un Cda che deve andare a casa. Oggi noi chiediamo le dimissioni di Di Cristoforo, l’azzeramento del Consiglio d’amministrazione, e la nomina di un nuovo Cda secondo le regole della Spending Review. Peraltro mi farebbe piacere capire come fa Di Cristoforo a liquidarsi 63mila euro di indennità di risultato, come se quel risultato fosse stato positivo». Intanto il sindaco Albore Mascia ha anche ufficializzato che l’udienza di pignoramento prevista per oggi in Tribunale è stata rinviata al prossimo 6 giugno.