L'INCHIESTA

Provincia di Chieti: assunzioni clientelari? Per il pm c’è «il sospetto» ma è tutto regolare

Intenzionato ad opporsi chi ha denunciato le presunte irregolarità

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

3218

FINANZA




CHIETI. Le indagini su una presunta assunzione pilotata di lavoratori interinali alla Provincia di Chieti non hanno fatto emergere - secondo il pm - comportamenti di rilevanza penale.
Quindi la pratica è da archiviare. Tira così un sospiro di sollievo la giunta di Enrico Di Giuseppantonio che il 13 dicembre del 2010 deliberò di assumere come nuovi interinali otto dipendenti già in servizio in scadenza di contratto, motivando la scelta con l’urgenza e la professionalità dei “richiamati”.
Insieme al presidente votarono “sì” gli assessori Antonio Tavani, Eugenio Caporrella, Donatello Di Prinzio, Gianfranca Mancini, Mauro Petrucci e Silvio Tavoletta, assistiti in quella Giunta da Antonio Romano, segretario generale dell’Ente. Proprio contro questa scelta protestò un aspirante all’assunzione, iscritto come invalido al Centro per l’impiego della Provincia: secondo lui, in questo modo si escludevano dall’impiego le categorie protette e si creava un precedente pericoloso per le assunzioni future.
«Noi siamo intenzionati ad opporci all’archiviazione – commenta l’avvocato Graziano Benedetto, che difende il candidato che ha inoltrato denuncia – infatti nella relazione conclusiva sulle indagini inviata al Pm Rosangela Di Stefano, la Gdf ha chiaramente detto che questo ricorso al lavoro interinale “è da ritenersi un artato espediente posto in essere al fine di poter aggirare” la legge. Chiediamo perciò un maggiore approfondimento della vicenda».
Nella sua richiesta di archiviazione, il pm scrive che «pur emergendo il sospetto che questo tipo di assunzione fosse determinato dalla volontà di eludere» la legge, la delibera di assunzione votata dalla Giunta provinciale di per sé non è “contra ius”, cioè contro la legge. D’altra parte – continua il Pm – «la scelta del personale veniva effettuata non direttamente dalla Provincia, ma dall’Agenzia interinale» sulla quale non sono state poste in essere pressioni, «il che non consente di fondare un giudizio di illiceità penale».


Nella relazione conclusiva della GdF si racconta anche dell’altro: la Finanza ha infatti scoperto che gli assunti si erano iscritti all’Agenzia interinale Tempor il 27 e 28 dicembre 2010 «ovvero quasi contestualmente all’aggiudicazione del servizio» avvenuto proprio il 27 dicembre, «lasciando con ciò presupporre che questa agenzia sia stata di fatto indotta nella somministrazione di questo personale».
Il che è confermato dalla responsabile della Tempor, che in un verbale di “sommarie informazioni” del 30 marzo 2011 aveva sostenuto che non c’era stata alcuna autonoma selezione e quindi erano stati «ricollocati gli stessi lavoratori che avevano occupato i posti fino ai giorni precedenti».
«Dunque – conclude l’avvocato Benedetto - non ci sarebbero i requisiti dell’urgenza e della professionalità con i quali la Provincia giustifica quei lavoratori interinali».
In attesa della decisione conclusiva sulla vicenda (per la quale la Gdf ha ipotizzato anche un’eventuale segnalazione da 110 mila euro alla Corte dei Conti), c’è attesa per gli esiti di un’altra inchiesta sulla Provincia di Chieti. Sempre la GdF ha infatti indagato sui contributi Inpdap ai dipendenti, sull’Irap per i lavoratori interinali e sulle spese dei Gruppi consiliari. Se i tempi saranno gli stessi, se ne riparlerà non prima del 2015.


Sebastiano Calella