OPERE E OMISSIONI

Filovia. Comitati contro Gtm, valanga di osservazioni : «progetto fuori norma»

2300 cittadini in azione contro (anche) le barriere architettoniche

Redazione PdN

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STRADA FILOVIA




PESCARA. La presentazione delle osservazioni allo “Studio preliminare ambientale” della GTM rappresenta un nuovo picco nella cocente e perpetua discussione per la costruzione della filovia.
Da oltre 10 anni se ne parla e a due anni dall’inizio dei lavori di nuovo c’è una inchiesta penale che pare stia per essere archiviata mentre i comitati cittadini non si danno per vinti e continuano la loro battaglia verso la trasparenza e la logica di un’opera che ritengono carente sotto il profilo della coerenza.
Uno dei paradossi dell’opera è che solo dopo lo scoppio dell’inchiesta penale e dopo le consulenze tecniche della procura, la Gtm ha sottoposto il progetto a procedura di valutazione di impatto ambientale. Ecco allora che molte delle carte “secretate” sono state pubblicate e per questo sono potute piovere migliaia di osservazioni.
Adesso, in occasione dell'avvio della (tardiva) procedura di “screening V.I.A.”, la Gtm ha presentato uno Studio Ambientale che non affronta le gravi criticità e illegittimità venute alla luce a seguito delle innumerevoli denunce da parte di Associazioni e Comitati, che hanno trovato poi autorevole conferma da parte dei Consulenti incaricati dalla Procura della Repubblica.

«APPROSSIMATIVO ED ELUSIVO»
«È incredibile», dice Loredana Di Paola del Wwf, «il livello di approssimazione col quale è stato condotto lo Studio Ambientale. Per esempio, sul punto che riguarda la qualità dell'aria (il cui miglioramento è sempre stato primo obiettivo del progetto), lo Studio analizza dati e relazioni ARTA 2001-2004, quando sono reperibili sul sito dell'Agenzia i dati odierni. Come se per una diagnosi medica ci si riferisse ad analisi fatte al paziente 10 anni prima! Si omettono invece dati importanti come quelli sul carico delle emissioni nocive conseguenti alle soste dei veicoli in transito nelle due direzioni alternate mare-monti , imposte dai semafori posti all'altezza dei 19 incroci».

BARRIERE ARCHITETTONICHE
Altro problema gravissimo è quello delle barriere architettoniche. Il tracciato della Strada Parco è inaccessibile ai portatori di disabilità. Il marciapiede lato mare per lunghi tratti ha una larghezza di 80 cm (ben al di sotto della misura a norma di legge 1,50 mt), non ha scivoli , presenta nel mezzo i pali della luce, addirittura in alcuni tratti del tracciato di Montesilvano sono stati istallati i pali dell'elettrificazione.
Nello Studio della GTM l'argomento marciapiedi viene incredibilmente liquidato in due righe: «I marciapiedi presentano una larghezza variabile comunque idonea a costituire un percorso pedonale» .
Livio Vox dell'associazione Carrozzine Determinate afferma : «Su vari tratti del percorso non è garantito il diritto alla mobilità. Non comprendiamo come, nonostante le nostre datate segnalazioni, si sia portato avanti questo progetto pur sapendo di essere in evidente contrasto con le norme vigenti compresa la convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità».
Interviene anche Giancarlo Odoardi dell'associazione Pescara Bici: «L'effetto che temiamo è l'espulsione di pedoni e ciclisti da questo spazio. È evidente che la pista ciclabile e il marciapiede adiacente (che in molti tratti coincidono) non saranno in grado di assorbire il carico attualmente sostenuto dalla strada parco. Per una città già carente di piste ciclabili e spazi liberi dai mezzi sarebbe un notevole passo indietro».
Per le associazioni l’opera è illegittima e difficilmente recuperabile quindi la richiesta al comitato V.I.A. è di sospenderla definitivamente per evitare sia bloccata a seguito di un inevitabile ricorso al Tar.

*** IL TRACCIATO DELLA FILOVIA MONTESILVANO-PESCARA