LA SENTENZA

Francavilla. «Hanno concusso l’impresa Guerra»: tre condanne

Si tratta di due funzionari comunali ed un consigliere che avevano chiesto tangenti

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Francavilla. «Hanno concusso l’impresa Guerra»: tre condanne

Antonio Pimpini





FRANCAVILLA. Tre  condanne del Tribunale di Chieti al processo per concussione a carico di due tecnici del settore urbanistico del comune di Francavilla al mare, il geometra Cesare Mascioli e l’architetto Paola Chiola, e del consigliere comunale Bruno Casoraro.
I fatti risalgono al periodo tra la fine del 2006 ed il 2007: secondo l’accusa formulata dal Pm Lucia Anna Campo, i tre - abusando dei propri poteri e delle loro funzioni - avevano concusso l’impresa Guerra chiedendo soldi ed un appartamento a prezzo scontato per “agevolare” alcuni permessi per costruire case ed un centro direzionale in contrada Foro.


 Il Tribunale (presidente Geremia Spiniello, giudici a latere Isabella Allieri e Patrizia Medica) ha accolto così le tesi dell’accusa che rispecchia l’art. 317 del codice penale, secondo il quale «il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe o induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro od altra utilità, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni».
 Di qui la condanna di Cesare Mascioli a 6 anni e sei mesi e di 3 anni e 6 mesi ciascuno per Paola Chiola e Bruno Casoraro, oltre al pagamento delle spese processuali.
 In aggiunta la condanna prevede per tutti e tre la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici, oltre ai danni patrimoniali e morali che debbono essere pagati al costruttore Guerra: a Mascioli toccano in tutto 37 mila euro, mentre Casoraro e Chiola dovranno risarcire 10 mila euro ciascuno. 


«In pratica – spiega l’avvocato Antonio Pimpini, che difendeva l’impresa Guerra, costituitasi parte civile – il Tribunale ha ritenuto fondata la denuncia dei miei assistiti, secondo i quali erano stati chiesti soldi per favorire il rilascio dei permessi di costruire e per evitare che le pratiche si bloccassero in consiglio comunale. Si tratta di tre episodi che riguardano il Centro direzionale del Foro ed alcuni appartamenti in via Nazionale Adriatica. Giovanni Guerra ed il figlio Domenico denunciarono ai Carabinieri di Ortona questa dazione, dopo il pagamento di una prima tranche, ed anche la richiesta di acquisto di un appartamento a prezzo molto ribassato. Di qui scattarono le indagini, le intercettazioni telefoniche e tutta l’attività investigativa che ha convinto il pm a richiedere il processo».
Tra l’altro, come ricorda lo stesso avvocato Pimpini, c’era stato anche un tentativo di bloccare uno dei progetti dell’impresa Guerra, quando fu necessario un ricorso al Tar che diede ragione al costruttore per i sottotetti abitabili del fabbricato Reva.


 Di severità della sentenza parla invece il difensore del geometra Mascioli, che all’epoca – durante l’amministrazione Angelucci - era il responsabile del Suap, lo sportello unico delle attività produttive: «naturalmente aspettiamo le motivazioni della sentenza – commenta l’avvocato – ma come ho scritto nella memoria difensiva, ritengo che l’accusa sia alquanto incerta, sia nelle prove sia nei tempi del reato contestato. Come se si desse per scontato che a quell’epoca al Comune di Francavilla ci fosse una diffusa concussione ambientale».


Sebastiano Calella