IL PORTO DELLE SABBIE

Abruzzo/Dragaggio porto Pescara, appalto pilotato: due arresti

Una inchiesta svela i retroscena di una delle più brutte vicende locali

Redazione PdN

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Abruzzo/Dragaggio porto Pescara, appalto pilotato: due arresti

Guerino Testa

PESCARA. La Guardia di finanza ed il Noe stanno eseguendo arresti nell’ambito di una inchiesta che avrebbe appurato irregolarità sul primo appalto del dragaggio del porto di Pescara effettuato oltre un anno fa e poi bloccato.

Si tratterebbe di arresti eccellenti tra cui dirigenti pubblici e altri che in qualche modo hanno partecipato alla procedura amministrativa che la procura antimafia de L’Aquila reputa viziato. Sarebbero indagati anche alcuni amministratori pubblici.


APPALTO PILOTATO GRAZIE AD UN «NOTO PROFESSONISTA»
In uno scarno comunicato della guardia di Finanza vengono riportati alcuni dettagli in più dell’operazione in corso che ha portato all’arresto due persone.
Si tratta di «un noto professionista pescarese ed un ex dirigente del Ministero delle Infrastrutture già in servizio alla sede di Venezia».
La Gdf non fa i nomi ma chiarisce che le accuse riguardano «turbativa d’asta e per gravi violazioni alle normative disciplinanti gli appalti pubblici».
Sono state emesse inoltre anche due misure interdittive a carico dei titolari di due ditte partecipanti alla gara relativa al III^ lotto di lavori relativi al Dragaggio del porto canale di Pescara.
Il provvedimento è stato chiesto dalla Procura Distrettuale di L’Aquila ed emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale de L’Aquila.
L’inchiesta è quella della distrettuale inerenti lo smaltimento dei fanghi che già nel 2011 portò al sequestro della draga Gino Cucco.
Le indagini a quanto si apprende sono complesse e ad ampio raggio e riguardano anche il primo e secondo lotto dei lavori  e portate avanti da due anni dal comando del Noe.
Durante le indagini le Fiamme Gialle acquisirono, presso l’Ufficio del Commissario delegato per la realizzazione in termini di urgenza degli interventi, Guerino Testa, da eseguirsi nell’area del porto di Pescara (nonché Presidente dell’Autorità di gara), copiosa documentazione riferibile proprio alla procedura concorsuale.
L’esame di tale documentazione, integrato dalle risultanze di successive perquisizioni e di specifici approfondimenti investigativi anche di carattere tecnico, ha consentito di ricostruire l’organizzazione di «un cartello di partecipazione all’appalto al fine di favorire la ditta Dragaggi s.r.l.» che, seppur non vincitrice della gara, di fatto, era subentrata alla ditta vincitrice.
Sarebbero così state violate le regole della trasparenza e del buon andamento dei lavori concessi dalla pubblica amministrazione.

LA PROVA REGINA DELL’APPALTO TRUCCATO. UNA MAIL
La Dragaggi S.r.l, infatti, non solo aveva partecipato anch’essa alla gara, ma dall’esame di una mail intercorsa tra il suo amministratore unico e un “faccendiere” veneto, si accertava che, prima della formalizzazione della procedura concorsuale, la stessa società conosceva sia i nomi di tutti i partecipanti, che le percentuali di ribasso che gli stessi avrebbero offerto.
Il tutto con l’ausilio «del professionista pescarese» che in virtù del datato rapporto di amicizia e dei “doni” ricevuti, si sarebbe prodigato nel fornire utili notizie sui partecipanti e nell’ottenere la modifica del capitolato d’appalto.
Oltre ai due arrestati sono stati notificati avvisi di garanzia agli altri indagati: il Commissario delegato, il R.U.P. ed imprenditori che hanno preso parte alla procedura presso i loro domicili situati in Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Toscana e Friuli Venezia Giulia.

ARRESTATO BELLAFRONTE “TINO” TARABORRELLI

Ai domiciliari sono finiti Bellafronte Taraborelli, 55 anni, detto 'Tino', di Pescara, responsabile del procedimento per l'appalto del terzo lotto e Giuseppe Biscontin, 65 anni, di Venezia, gia' funzionario del ministero delle Infrastrutture, oggi in pensione.

Oltre alla Turbativa d'asta devono rispondere a vario titolo anche di corruzione, falso e truffa. Gli avvisi di garanzia, notificati a imprenditori e funzionari pubblici, sono una trentina. All'ex commissario Guerino Testa, in particolare, viene contestato il falso perche' avrebbe attestato, contrariamente al vero, l'apertura di plichi relativi alla gara d'appalto del terzo lotto.

A condurre le indagini sono i sostituti procuratori Antonietta Picardi e Simonetta Ciccarelli mentre il gip della Distrettuale e' Marco Billi. Da quanto si apprende gli arrestati potrebbero essere ascoltati gia' oggi, mentre l'interrogatorio di Guerino Testa dovrebbe esserci domani pomeriggio alla Procura dell'Aquila.