SINDACO SOTTO INCHIESTA

Pescara Città dello sport, chiusa l’inchiesta. Mascia unico indagato

L’accusa è quella di abuso d’ufficio

Redazione PdN

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PESCARA. La Procura di Pescara ha chiuso l'inchiesta relativa alle spese per il titolo di città dello sport “Pescara 2012”, che conta come unico indagato il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia.
Il primo cittadino, che è indagato in qualità di presidente del Comitato promotore, è accusato di abuso d'ufficio. Nel mirino una presunta irregolarità relativa ad una consulenza da circa 30 mila euro alla professionista Barbara Briolini. L'avviso di conclusioni delle indagini è stato firmato dal pm Anna Rita Mantini e notificato nei giorni scorsi.
Le indagini sono partite a seguito degli esposti dei consiglieri comunali Adelchi Sulpizio (Idv) e Massimiliano Pignoli (Fli).
Al momento l’indagato potrà chiedere di essere ascoltato nuovamente (Mascia è stato ascoltato già due volte) , presentare memoria o attendere la richiesta di rinvio a giudizio e giocarsi tutto all’udienza preliminare.
L’accusa di abuso d’ufficio per il sindaco deriva dal fatto di aver sottoscritto (lui e non il comitato organizzatore) il contratto di consulenza a Barbara Briolini (non indagata) il 26 maggio 2010.
Un contratto veloce e urgente. Infatti è stato questo il primo atto fatto, il giorno della nascita del comitato; il contratto è stato poi ratificato il 6 agosto successivo dal comitato (ma in vigore da maggio).
Compenso: 30mila euro di soldi pubblici. Cifra che supera però il limite dei 20mila euro che la legge imponeva fino al 2011 per gli affidamenti diretti. Niente bando pubblico, dunque.


Quando Mascia è andato in procura la prima volta ha raccontato la sua versione dicendo che le carte erano state preparate dai tecnici del suo ufficio e che lui non può certo occuparsi di stilare anche contratti. Il sindaco avrebbe dunque raccontato l’iter che ha portato alla scelta della super consulente esperta di organizzazione di eventi sportivi e già ingaggiata anche per Pescara 2009 ed i Giochi del Mediterraneo e dal curriculum importante.
Ha detto in sostanza che lui si sarebbe limitato a firmare le carte preparate dai suoi tecnici. La scelta, ha rivelato, era ricaduta sulla professionista per la grande esperienza. La versione sembrava convincente e faceva emergere la mancanza assoluta di volontà nel fornire la consulenza e dunque procurare scientemente un vantaggio economico con un atto irregolare. Insomma una accusa destinata alla archiviazione.
I problemi sono sopraggiunti in un secondo momento quando la Briolini è stata riascoltata dalla Squadra Mobile diretta da Pierfrancesco Muriana e sono emersi particolari fondamentali per l’indagine. Intanto la stessa Briolini ha parlato di un rapporto di fatto iniziato già nel 2010 (come già segnalato da PrimaDaNoi.it e come la stessa Briolini scriveva nel suo curriculum). Inoltre ci sarebbero state altre proposte avanzate al Comune da una società che avrebbe fornito tre preventivi per fasce di prezzo diverse per svolgere lo stesso compito poi affidato alla Briolini.
Uno di questi preventivi, richiesti dal dirigente Tommaso Vespasiano, era al di sotto dei 20mila euro.
Perché questa proposta è stata scartata o non presa in considerazione? Perchè di queste proposte il sindaco Mascia e l’assessore Ricotta (chiamati in causa dalle stesse dichiarazioni della Briolini) non hanno fatto cenno?

CONTRATTO POSTUMO, LAVORO GIA’ SVOLTO MA NESSUNO SE NE ERA ACCORTO
La grande incognita gira intorno al fatto che quando a maggio viene firmato il contratto il lavoro della Briolini era già stato svolto, preparato, confezionato e magari depositato ma nessuno del Comitato (cioè i consiglieri comunali) si era accorto di nulla. Nessuno si era accorto che quella professionista era già stata scelta a prescindere e la decisione era a tal punto definitiva ed irrevocabile da farle impiegare giorni per la redazione del dossier di presentazione della candidatura della città di Pescara.
Non ci sono dubbi su questo, sia per la stessa ammissione della Briolini sia per quanto emerso dalla ricognizione sui files del computer della commercialista che confermano che il lavoro era iniziato già nel 2010, senza alcun incarico formale.
Dai files è emerso anche un’altra coincidenza: la veste grafica del dossier di candidatura è stata preparata dalla agenzia Mirus di Michele Russo (anche presidente della Gtm spa) ma pare che gli inquirenti abbiano appurato che si sia trattato di un mero favore, cioè una prestazione a titolo gratuito.
Sta di fatto che proprio la Mirus era stata chiamata ad allestire la cena di presentazione della candidatura, una grande festa fatta in consiglio comunale. Per la Mirus un incarico diretto di poche decine di euro sotto la soglia prevista dalla legge per espletare una gara pubblica (poco più di 19mila euro).
Molto di questa storia è rimasto ‘secretato’ tra le stanze del Comune che da sempre si è impegnato su questa vicenda a mantenere un riserbo che non ha giovato, costruendo incongruenze e misteri che ad oggi anche l’inchiesta giudiziaria impone di accettare.
Sugli strani silenzi anche la minoranza, che ha presentato una relazione in procura, si era già espressa mentre il nome della Briolini si incrocia sempre tra le manifestazioni sportive del recente passato, dai Giochi del Mediterraneo a quelli della Città dello sport a San Giovanni Teatino.
a.b.