SANITA'

La Asl Chieti crea il “primario emerito” da affiancare al titolare grazie ad un Regio decreto

L’Anaao protesta contro questa delibera «ridicola e monarchica»

Redazione PdN

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Luciano Marchionno

Luciano Marchionno

 

 

 

CHIETI. «Primario emerito»: è questa la nuova figura professionale inventata – o resuscitata – nella Asl di Lanciano-Vasto-Chieti. Con una delibera di martedì scorso, immediatamente esecutiva, il dg Francesco Zavattaro ha adottato infatti il regolamento aziendale per definire i criteri ed i compiti di questa figura che all’apparenza sembrerebbe solo onorifica, ma che di fatto - sia nelle corsie che in sala operatoria - affianca un vecchio primario in pensione ai medici ospedalieri in servizio con compiti di consulenza e di sostegno.

Come se in una classe qualsiasi di una qualsiasi scuola di ogni ordine e grado accanto al maestro o al professore titolare facesse capolino il docente matusa con le sue fisime, i suoi ricordi ed i suoi metodi forse sorpassati. La delibera ha mandato su tutte le furie Luciano Marchionno, segretario aziendale Anaao, non solo per il contenuto della decisione, ma anche e soprattutto perché - pur di arrivare a questa figura di emerito - il manager ed il suo ufficio legale sono andati a riscoprire le norme morte e seppellite di un Regio decreto del 1938, art. 24 ultimo comma.

«Invece di preoccuparsi di pagare i giovani medici, il dg si inventa una figura che ormai è sorpassata e che andrebbe ad interferire con chi è in servizio – spiega Marchionno – si tratta di una delibera ridicola anche perché vorrebbe impegnare sale operatorie e personale di supporto a beneficio di primari chirurghi che non sanno valutare il peso del passare del tempo sulle loro funzioni gestionali e professionali». Al di là delle ricadute sull’organizzazione del lavoro di tutta la Asl, sembra che questo provvedimento – almeno secondo Marchionno – «voglia impedire ai colleghi della Chirurgia vascolare di poter lavorare in “santa pace”. Questo è un danno all’azienda che non trova nessuna giustificazione nel dispositivo richiamato e che mostra una cultura giuridica preoccupante in funzionari pubblici che dovrebbero pensare ad altro per coadiuvare la direzione generale. Siamo sempre punto e capo a Chieti. Ci eravamo illusi che il dg avesse “sposato” la tutela dei giovani medici nel rilancio delle attività chirurgiche nell’Ospedale di Chieti, ma ci eravamo sbagliati». Nell’articolato della delibera si legge che questi nuovi primari sono richiamati in servizio in forza della loro esperienza che può ancora far comodo alla Asl ed ai giovani e «per far fronte ad eventuali criticità nell’erogazione di talune prestazioni mediche urgenti ed indifferibili».

 Come dire che la Asl Lanciano-Vasto-Chieti puntando sul passato si vuole differenziare dalle altre aziende che investono sul futuro. Di qui le altre critiche di Marchionno, sia al fatto che «il manager non può decidere da solo il Regolamento, che si concorda con i sindacati, sia alla cultura giuridica dell’avvocato Spadano dell’ufficio legale della Asl, un pò datata e di stampo monarchico».

 Secondo il segretario Anaao, con questa delibera si modifica la legge con la quale il Parlamento regola il pensionamento dei medici ospedalieri: «Solo l’avv. Spadano – spiega Marchionno - poteva partorire una delibera fuori da logiche giuridicamente accettabili, richiamando appunto Regi Decreti per garantire l’attività chirurgica negli Ospedali pubblici a medici che, per raggiunti  limiti di età, non sono più riconosciuti idonei per espletare i servizi di emergenza chirurgica. Questo Ufficio legale si era già contraddistinto in precedenza con il suo parere non rispettoso delle normative che valgono nella Repubblica Italiana, per modifiche organizzative sul Dipartimento d’Emergenza, clamorosamente smentite recentemente da Chiodi e Zuccatelli».

 Ma c’è di più: se prima le “ipotesi fantasiose” sull’organizzazione del Dipartimento d’Emergenza erano condivise almeno dai Direttori sanitario e amministrativo di allora, oggi queste due figure non ci sono più: Zavattaro a due mesi e mezzo dalla riconferma come manager non li ha ancora nominati e gestisce un organo collegiale come un organo monocratico.

«L’ufficio legale che perde tempo a cercare Regi Decreti, non è  stato in grado di garantire ai colleghi di Lanciano, Vasto, Casoli, Gissi di vedere applicato, a parità di funzioni, lo stesso contratto che si applica per i medici di Chieti-Ortona e Guardiagrele, determinando una diversa remunerazione nella stessa Azienda – conclude il responsabile Anaao - senza dire che si sta creando un precedente, da sottoporre al giudizio del Prefetto, di ospitare in sala operatoria un “emerito pensionato” quando le richieste di attività chirurgiche sono già condizionate dal programma di consolidamento antisismico del SS. Annunziata come spazi e numero di ore disponibili».

Sebastiano Calella