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Calice Toyo Ito: se lo contendono il Mumi e il Teatro d’Annunzio

Si riflette sul destino della sfortunata opera

Redazione PdN

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Calice Toyo Ito: se lo contendono il Mumi e il Teatro d’Annunzio
PESCARA. Allo stato attuale restano due le ipotesi realmente percorribili per la delocalizzazione dello Huge Wineglass.





Stamane l’amministrazione ha effettuato due sopralluoghi per verificare due possibilità di nuova collocazione. La prima: l’area situata all’interno del Teatro d’Annunzio, sul lungomare Cristoforo Colombo, dove ci sono almeno due o tre location possibili, in cui poter anche effettuare i lavori di preparazione del terreno per accogliere un manufatto di 24 tonnellate.
La seconda ipotesi resta quella del Museo della Fondazione Michetti a Francavilla al Mare. Lo scorso 31 gennaio è arrivata la proposta ufficiale del presidente Vincenzo Centorame, il quale ha chiesto di valutare la possibilità di una concessione in comodato temporaneo al MuMi che peraltro ha sottoscritto una convenzione con la sezione restauro dell’Accademia di Belle Arti de L’Aquila che si caratterizza per un elevato livello scientifico e lo studio dello Huge Wineglass potrebbe essere una interessante esperienza con molti aspetti di evidente carattere innovativo.
Più difficile appare, invece, l’idea di spostare il manufatto nell’area circostante il Museo Vittoria Colonna, tra via Gramsci e piazza Primo Maggio, «non ci sono gli spazi adeguati per accogliere in maniera dignitosa la struttura», spiega il sindaco Luigi Albore Mascia.
E’ dunque questo l’esito del primo sopralluogo effettuato questa mattina dagli assessori ai Lavori pubblici Isabella Del Trecco e alla Cultura Giovanna Porcaro e le cui risultanze verranno ora riportate all’esame del Tavolo tecnico che vede anche la presenza del legale dell’architetto Toyo Ito, ideatore del ‘calice’ di piazza Salotto, e della Clax Italia. Il prossimo passo sarà quello di effettuare gli ulteriori approfondimenti tecnici sulle ipotesi allo studio e Mascia annuncia che verrà ascoltata anche l’idea dei cittadini.
Lo scorso 24 gennaio il giudice Marco Bortone ha autorizzato lo spostamento del parallelepipedo da piazza Salotto, mentre, intanto, il fascicolo giudiziario proseguirà il proprio iter dinanzi al Tribunale per individuare le responsabilità del danno arrecato al ‘calice di vino’ e anche all’immagine stessa della città.
Come ha disposto il giudice, le operazioni di spostamento dovranno essere effettuate dal Comune che ne sosterrà i costi, affidando l’intervento di trasferimento alla Clax Italia. Ma preliminarmente il perito incaricato dal Tribunale, l’architetto Lucarelli, dovrà eseguire dei rilievi sul manufatto per verificarne lo stato prima e, quindi, dopo il trasferimento.
Il primo problema da affrontare è però l’enorme peso della struttura, 24 tonnellate concentrate in pochi metri quadrati, dunque nella nuova collocazione andrà prevista la costruzione di un basamento e dovremo soprattutto verificare che non ci siano condizioni di eventuale pericolo per il monumento, ad esempio che il basamento non sia cavo e che nel sottosuolo non ci siano vuoti.
«In questo senso», ha spiegato Mascia, «abbiamo già il progetto del basamento fornito all’epoca dallo stesso Toyo Ito».