L'ESPOSTO

Nereto, Riqualificazione del Romeo Menti, esposto alla Corte dei Conti e alla Procura

Comitato cittadino e Prc chiedono chiarezza

Redazione PdN

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Nereto, Riqualificazione del Romeo Menti, esposto alla Corte dei Conti e alla Procura




NERETO. Il Comitato ‘Romeo Menti’ e Rifondazione Comunista hanno inviato un esposto alla Corte dei Conti e alla procura.
Sotto accusa l’iter amministrativo intrapreso dall’amministrazione Comunale di Nereto per la riqualificazione del vecchio campo sportivo “Romeo Menti”.
Il Comune «con un iter molto snello e veloce avviato nell’estate 2012», contesta il presidente del comitato, Marino Trabucco, «ha approvato un progetto di riqualificazione dell’intera area per un importo complessivo di 1.165.000 euro, ben consapevole di non avere la copertura finanziaria per la realizzazione di tale opera.
A parziale copertura dell’importo per la realizzazione dei primi due dei quattro lotti previsti, l’amministrazione è ricorsa all’indebitamento con la Banca Tercas attraverso la contrazione di un mutuo ventennale di circa 300.000 euro. Tale scelta – a detta del sindaco Minora – si è resa necessaria perché la procedura sarebbe risultata più rapida rispetto a quello con la Cassa Depositi e Prestiti, e per la minor burocrazia.

Il Comune, ricostruisce il comitato, ha inoltrato richiesta di mutuo alla Banca Tercas lo scorso 18 ottobre per vederselo accordato il successivo 20 dicembre, «mentre l’erogazione con la Cassa DD.PP. sarebbe avvenuta in circa 15 giorni con procedure tutte online; l’iter con la Cassa DD.PP. sarebbe stato molto più snello ed agevole ma, soprattutto, al termine dei venti anni, la cittadinanza avrebbe potuto risparmiare qualcosa come 85.000 euro, che di questi tempi non sono pochi»
Ma quello che appare «ancor più grave» secondo i promotori dell’esposto, è che le Delibere di Giunta che approvano la contrazione del mutuo con la Banca Tercas recano in calce l’annotazione del Responsabile del Servizio Finanziario del Comune il quale evidenzia che la contrazione del prestito «non garantisce il rispetto dei vincoli di finanza pubblica imposti dal Patto di Stabilità».
«Questo sta a significare», sottolinea Trabucco, «che tale operazione potrà compromettere i prossimi bilanci comunali, esponendo le casse Municipali ad un deficit difficilmente ripianabile, nella malaugurata ipotesi che venisse sforato il c.d. Patto di Stabilità, con tutte le gravissime conseguenze che ne deriverebbero per tutta la cittadinanza, così come prevedono le attuali disposizioni di legge vigenti (taglio drastico di quasi tutti i servizi attualmente erogati e vertiginoso innalzamento di tutte le imposte comunali)».
Da qui la decisione di inoltrare l’esposto: «è un atto questo che ritenevamo fortemente dovuto, soprattutto per dare una risposta a quella larga fetta di popolazione Neretese che, con la loro sottoscrizione, aveva chiesto un deciso stop al programma riqualificativo di quell’area che non è piaciuto sin dal suo inizio».