IL CASO

Cimitero Pescara, estumulazioni dopo soli 14 anni e costi per «doppi funerali»

Il Comune chiede chiarimenti alla società Fidia

Redazione PdN

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Cimitero Pescara, estumulazioni dopo soli 14 anni e costi per «doppi funerali»




PESCARA. Estumulazione di una salma dopo soli 14 anni (il regolamento comunale dice 30 anni), costi per riesumazioni e tumulazioni chiesti ai cittadini che non corrispondono alle cifre ‘ufficiali’.
Il Comune chiede spiegazioni alla società Fidia che gestisce i due cimiteri di Pescara. L’amministrazione comunale si è attivata dopo che lo scorso 21 gennaio, l’assessore Del Trecco ha ricevuto una lettera accorata di una cittadina che ha raccontato la sua vicenda.
La donna ha spiegato di aver dovuto affrontare il drammatico rito della riesumazione e riduzione in resti delle salme di tre cari, un nonno, il padre e il fratello, quest’ultimo deceduto in giovane età trentatre anni fa.
Nella lettera la signora ha raccontato di aver intanto dovuto pagare 1.500 euro per l’operazione di riesumazione e riduzione in resti. All’apertura delle casse, con un colpo di accetta, però la sorpresa: sia il corpo del fratello che del padre, quest’ultimo morto quattordici anni fa, erano ancora intatti, dunque non si poteva procedere con la riduzione in resti, e sembra sia necessario attendere ancora 5 anni, procedendo con una nuova sepoltura.
Ma non è finita, perché al danno si sarebbe aggiunta la beffa: quando la signora si è recata negli uffici amministrativi della Fidia per capire quanto doveva effettivamente pagare visto che solo la salma del nonno era stata ridotta in resti, pagando 1.500 euro, si sarebbe sentita chiedere altri 1.200 euro per la concessione della risepoltura sotto terra del fratello e del padre, costo che sarebbe stato determinato dallo scavo e dall’accertamento delle condizioni delle salme, operazioni che, a detta della signora, avrebbero richiesto addirittura 15 minuti di lavoro alla sua presenza.
«A questo punto – spiega l’assessore Del Trecco – si è reso evidentemente necessario un approfondimento del ‘caso’ specifico e soprattutto della politica aziendale applicata dalla società che gestisce i due cimiteri cittadini».
Politica aziendale che adesso dovrà essere chiarita a livello istituzionale, andando anche a rileggere le regole e le norme statuite nel contratto di appalto in gestione, e rivedendo le cifre fissate all’epoca per la concessione dei vari spazi di sepoltura.

«DI PAGA UN DOPPIO FUNERALE»
«Mi è infatti sembrato alquanto originale», spiega l’assessore, «chiedere a un cittadino di sborsare simili cifre per l’estumulazione della salma di un proprio caro e per la sua risepoltura nel caso in cui il corpo non si sia demineralizzato per una qualunque ragione, cittadino che sostanzialmente si ritrova a pagare un nuovo funerale per il proprio congiunto».
Del Trecco ha chiesto le carte dell’appalto in concessione per verificare i tempi di scadenza degli spazi di sepoltura: prima dell’ingresso della società esterna, i tempi di concessione delle fosse vergini a terra era stato stabilito dal Comune in 99 anni, e non in trent’anni come per i loculi, quindi bisogna verificare se tale circostanza sia cambiata e quando.
E poi, nel caso specifico, l’assessore dice di non comprendere perché la Fidia abbia chiesto alla cittadina di effettuare e pagare l’estumulazione della salma del padre morto da appena quattordici anni, per il quale comunque i trent’anni di sepoltura non erano ancora scaduti.
«Seppure la signora avesse dovuto restituire la fossa a terra, perché la concessione era scaduta per le altre due salme», spiega Del Trecco, «comunque la cassa del padre non doveva essere aperta, come invece sarebbe avvenuto».

PARTITA LA RICHIESTA DI CHIARIMENTI
A quel punto l’assessore ha inviato dieci giorni fa alla Fidia una lettera, anticipata anche via fax come da regolare ricevuta, in cui ha chiesto che venissero con urgenza forniti all’amministrazione comunale alcune informazioni per ciascun cimitero, ossia il numero di richieste inoltrate dalla società stessa a tutt’oggi per le riesumazioni di salme provenienti da fosse a terra; il numero di riesumazioni effettivamente eseguite da fosse a terra; il numero di richieste inoltrate a tutt’oggi per riesumazioni da loculi con scadenza della concessione trentennale; il numero di loculi all’occorrenza liberati e resi di nuovo assegnabili o riassegnati; infine ho chiesto di conoscere l’eventuale esistenza e disponibilità di siti atti a contenere eventuali salme non demineralizzate che necessitano di essere rinterrate alla scadenza della concessione per un ulteriore periodo di cinque anni.