OPERE E OMISSIONI

Pescara. Teatro da 24 milioni di euro: salta il confronto in Commissione Consiliare

Assessore e coordinatore del progetto non si presentano

Redazione PdN

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Camillo D'Angelo

Camillo D'Angelo

PESCARA. Salta il confronto in Commissione vigilanza: assenti i due ospiti principali.



Esattamente un mese fa il sindaco Luigi Albore Mascia ha presentato il futuro “Teatro dell’Adriatico” e il relativo progetto preliminare approvato dalla Giunta comunale.
Una struttura da 24 milioni di euro: 8mila metri quadrati complessivi con una sala principale per almeno 1.200 persone: 900 posti nel parterre e 300 posti in galleria, la ‘fossa dell’orchestra’, capace di ospitare sino a 105 musicisti.
Dopo l’annuncio la Commissione consiliare di Vigilanza aveva ritenuto opportuno conoscere il contenuto di quella conferenza stampa invitando ai lavori il nuovo assessore competente, Eugenio Seccia, ed il coordinatore del progetto, l’architetto Michele Lepore.
Ma lunedì, né l’assessore Seccia né l’architetto Lepore hanno ritenuto di doversi confrontare con quella Commissione, rappresentanza diretta del Consiglio comunale, che pure avrebbe titolo di conoscere il futuro di una parte delle aree di risulta la cui trasformazione obbligatoriamente risulta di competenza del massimo organismo popolare del Comune di Pescara.
«Nessuna giustificazione per la loro assenza è stata ritenuta opportuna far pervenire alla Commissione», protesta il presidente Camillo D’Angelo, «una riprova ulteriore del distacco che esiste tra gli Organismi decisionali comunali, che inevitabilmente lascia aperte tutte le considerazioni possibili».
Per il momento, dunque, nessun confronto in Commissione. Ma perché? Il giudizio più gettonato propende per l’ipotesi che l’annuncio del teatro sia in realtà l’ennesima trovata elettorale già ipotizzata nei giorni scorsi dal Pd. Anche D’Angelo insiste su questa strada: «l’amministrazione Mascia tenta di ingraziare il sentimento di riconoscenza dei pescaresi attraverso i soliti annunci entusiastici che immancabilmente si trasformano nelle più classiche bolle di sapone. Peccato, ancora una occasione persa per poter comunicare e far conoscere alla Città gli sviluppi di quei ricorrenti annunci di grandiose opere pubbliche che, seppur definite storiche, rimangono coperte da nebulose ed impenetrabili conoscenze».