LA SENTENZA

Crollo Biblioteca Chieti, la Corte d’Appello: sanzione amministrativa prescritta

Per i due imputati rimasti derubricato il reato in «rovina di edificio».

Redazione PdN

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AVVOCATO FRANCESCO DE CESARE

Avv. Francesco De Cesare




CHIETI. La Corte di appello dell’Aquila ha riformato la sentenza del Tribunale di Chieti sul crollo della Biblioteca provinciale.
E così per gli ultimi due imputati rimasti la storia di questo crollo, avvenuto nella notte tra il 2 ed il 3 giugno del 2005 durante i lavori per la nuova sede, si chiude con una sanzione amministrativa, peraltro prescritta.
Il reato che secondo la Corte va configurato è quello di «rovina di edificio» e non di crollo. La differenza è che il primo reato è punibile con una sanzione amministrativa (prescritta) fino al massimo mille euro, mentre per il secondo la pena prevista va da uno a cinque anni.
Dopo una lunga camera di consiglio così ha deciso ieri la Corte penale di appello dell’Aquila cancellando la sentenza del Tribunale penale di Chieti che aveva condannato a due anni di reclusione l’architetto Mauro Sciubba (coordinatore della sicurezza del cantiere) ed il geometra Massimo Alesio (direttore tecnico dell’impresa “Consorzio Fortuna srl”). In pratica è stato accolto l’appello proposto dagli avvocati Francesco De Cesare e Gaetano Berardi, che avevano chiesto di derubricare il reato di crollo colposo che aveva portato alla condanna. 


La sentenza del 4 febbraio 2010 aveva chiuso la prima parte della vicenda giudiziaria seguita al crollo: dopo le indagini, il pm aveva chiesto il rinvio a giudizio dell’architetto Lorenzo Buracchio, progettista e direttore dei lavori per la nuova biblioteca, di Felice Gifuni, rappresentante legale dell’impresa esecutrice dei lavori e degli stessi Sciubba e Alesio. Il gip del Tribunale  di Chieti aveva assolto Buracchio, ritenuto estraneo ai fatti per aver dato le necessarie disposizioni tecniche. Successivamente il Tribunale monocratico aveva assolto Gifuni perché il fatto non costituisce reato ed aveva condannato l’architetto Sciubba ed il geometra Alesio. Ieri la sentenza di appello che chiude la vicenda del crollo con una sostanziale e generale assoluzione dei protagonisti, in quanto gli ultimi due imputati sono stati ritenuti colpevoli di una semplice contravvenzione depenalizzata, reato risultato ormai prescritto. 


La Biblioteca intanto aspetta di essere ricostruita, in quanto gli stanziamenti previsti per la costruzione della nuova sede, un corpo di fabbrica molto alto, sono stati utilizzati per i lavori di consolidamento e di messa in sicurezza dei rimanenti edifici e per l’ultimazione delle demolizioni. La Provincia ha già predisposto un progetto ad opera dell’ufficio tecnico interno per la ricostruzione del piano terreno e sotterraneo della biblioteca ricostruendo in tal modo la sala di lettura e gli ambienti adiacenti ed un seminterrato per una spesa di circa 6 milioni, non tutti disponibili, anche se la ripresa del cantiere viene data per imminente.
s. c.