LA PROPOSTA

Calice Toyo Ito, dove finirà? «Su una ‘rotatoria artistica’ vicino al Tribunale»

Nuova vita per l’opera dell’architetto giapponese

Redazione PdN

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Calice Toyo Ito, dove finirà? «Su una ‘rotatoria artistica’ vicino al Tribunale»


PESCARA. Il sindaco Albore Mascia ha definito quella di ieri «una giornata storica»
Il giudice civile Marco Bortone ha, infatti, autorizzato la rimozione dello "Huge wine Glass" dell’artista giapponese Toyo Ito andata in frantumi dopo appena 64 giorni dalla sua installazione in piazza Salotto.
Il giudice Bortone ha accolto l’istanza presentata dal Comune di Pescara a fine novembre, circa due mesi fa, di spostare l’opera da lì. E’ stato proprio il sindaco ad insistere che quel calice venisse spostato: «dovevo dare una risposta», spiega, «alle decine di mail e di telefonate che quasi quotidianamente ricevo in Comune da parte di utenti che ormai vivono quel manufatto come un orpello, non lo sentono come parte del tessuto cittadino».
Adesso a Palazzo di Città si attende di leggere il dispositivo per poi convocare subito un incontro per individuare modalità e soprattutto i tempi per tale rimozione. Le spese di trasporto, questo già si sa, dovranno essere divise tra la Clax Italia di Pomezia che lo ha costruito, e il Comune di Pescara. Non si sa al momento quanti euro siano necessari per il ‘trasloco’. Ma Mascia pretende che i tempi siano «molto stretti» per «permettere alla città di voltare pagina e pensare alla riorganizzazione della piazza».

DOVE FINIRA’?
La fontana ingabbiata nella struttura d’acciaio lascerà dunque piazza Salotto ma dove sarà collocata? Su questo punto si sta ragionando: «lo Huge Wineglass merita comunque rispetto e per tale ragione è nostra intenzione trovare a quell’opera la collocazione più consona e adeguata rispetto al territorio», spiega Mascia.
Dunque si chiederà un parere a chi ha in qualche modo propiziato anche il contatto, all’epoca, tra l’amministrazione comunale e l’architetto Ito, ovvero la Facoltà di Architettura dell’Università ‘D’Annunzio’. «Valuteremo», conferma il primo cittadino, «l’ipotesi di un trasferimento del manufatto in una collocazione prossima alla stessa Facoltà di Architettura, proprio a rafforzare il fil rouge tra l’Ateneo e l’opera stessa».
Ma in alternativa il Comune sta pensando ad «una rotatoria artistica», come quella nei pressi del Tribunale, a ridosso del nuovo complesso residenziale della Caldora. «Si potrebbero studiare quegli elementi architettonici utili alla valorizzazione dell’opera stessa anche in termini di illuminazione».
Dunque l’opera avrà una nuova vita e a quanto pare continuerà a dare brutta mostra di sé, non più nel cuore della città ma nella prima periferia.
Lo stesso Toyo Ito ha in qualche modo disconosciuto la piena paternità della sua creatura. Il Calice, infatti, nasce come ideazione dell’architetto giapponese, ma concretamente è un prodotto industriale e l’ideatore ha in qualche modo preso le distanze dalla realizzazione di quel bicchiere mal riuscito rispetto alla sua idea.
«Oggi non c’è più il legame forte tra l’opera e l’artista», conferma il sindaco. «Non solo», ricorda Mascia, «già due anni fa Toyo Ito stesso si è espresso in termini favorevoli rispetto a una diversa dislocazione dell’opera sul territorio, nel maggio e poi ancora nell’ottobre del 2010 ha acconsentito allo spostamento della struttura tenendo conto soprattutto della problematica della sicurezza».