SOLUZIONE?

Piscina provinciale Pescara: «70 mila euro dall’associazione Orione per far ripartire l’impianto»

L’ente ha proposto un piano di rientro

Redazione PdN

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Piscina provinciale Pescara: «70 mila euro dall’associazione Orione per far ripartire l’impianto»

 

PESCARA. La Provincia di Pescara ha formulato ieri, tramite l'avvocato Pietro Alessandrini, una proposta transattiva al gestore della piscina provinciale, Matteo Iacono, rappresentante dell'associazione Orione Pescara.
La Provincia ha articolato la propria proposta su più punti. Considerato che l'associazione Orione Pescara non ha volturato le utenze e quindi non ha mai pagato le bollette da aprile 2011 (per un totale di circa centomila euro sborsati dalla Provincia), la Provincia si è detta disponibile ad accettare un piano di rientro per questi consumi riconoscendo un abbattimento delle spese del 30 per cento.
L'associazione dovrebbe impegnarsi ad effettuare un pagamento mensile di 5.000 euro, fino ad arrivare alla somma complessiva di 70 mila euro. Un impegno, questo, a cui l'associazione dovrebbe assolvere dal 30esimo giorno successivo alla riapertura della struttura annessa al Volta.

Si è pensato poi ad una escussione immediata della polizza per ciò che riguarda le due annualità di canone che l'associazione non ha versato alla Provincia (per 8.600 euro l'anno). Per le opere da realizzare all'interno della piscina, proposte dall'associazione in sede di gara e previste nel contratto (250mila euro circa), viene richiesto dalla Provincia alla Orione Pescara un cronoprogramma dei lavori, con l'indicazione delle priorità. Così facendo si potrebbe arrivare ad una risoluzione consensuale del contratto.
Nel caso in cui i tecnici della Provincia dovessero ravvisare l'adeguamento dell'impianto, che Iacono assicura di aver realizzato negli ultimi giorni, si potrebbe prevedere di riavviare la piscina a febbraio. Da allora l'associazione dovrebbe provvedere alla immediata volturazione delle utenze.
Il presidente Testa ha fatto notare a Iacono che «non c'è alcuna avversione né nei confronti dell'associazione né nei confronti dell'utenza. Tutt'altro - ha detto Testa. Ci sono però degli impegni che l'associazione ha assunto in sede di gara, sottoscrivendo un contratto, e di fronte ai quali l'amministrazione pubblica non può chiudere gli occhi, rispondendo di fronte alla Corte dei conti del proprio operato». All'incontro ha partecipato per la Provincia anche l'avvocato Paolo Raducci.