GUERRA DEI RIFIUTI

Rifiuti Montesilvano, dopo la revoca dell’appalto la Rieco dichiara guerra al Comune

Saranno impugnati gli atti dell’amministrazione pubblica

Redazione PdN

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Attilio Di Mattia

Attilio Di Mattia


MONTESILVANO. La Rieco chiede dei documenti al Comune di Montesilvano e così l’amministrazione pubblica si accorge che la guerra è iniziata.
In realtà lo scontro tra la società riconducibile alla famiglia Di Zio e l’amministrazione pubblica guidata da Di Mattia è cominciata non appena il sindaco si è insediato e le parti sembrano ogni giorno più distanti.
Tutto è cominciato quando a fine estate il primo cittadino ha scoperto le carte e annunciato di essere intenzionato a revocare l’aggiudicazione dell’appalto per la raccolta dei rifiuti alla società Ecologica Sangro (poi diventata Rieco). Poi presentò un esposto alla Procura.
La revoca, poi, è arrivata veramente ed è datata 15 novembre: con una delibera di giunta il Comune ha revocato tutti gli atti relativi alla gara vinta dalla famiglia Di Zio. Era ovvio che la ditta proponesse un ricorso e oggi dal Comune non c’è alcuna reazione di sorpresa. Il caso era stato già messo in conto e Di Mattia ha già consultato esperti del settore. 


La conferma di questo ricorso che potrebbe costringere il Comune a tornare sui propri passi (e cacciare qualche migliaio di euro come risarcimento danni) è arrivata tra il panettone di Natale e lo spumante di Capodanno e precisamente il 28 dicembre scorso e a Palazzo di città se ne parla con preoccupazione e sempre più insistenza.
Il consiglio comunale probabilmente sarà informato nelle prossime settimane mentre l'argomento tiene banco e rischia di spaccare anche la forza che sostiene Di Mattia avendo anche in passato l'argomento dato vita a maggioranze trasversali.
«E’ ferma intenzione della scrivente», si legge nel documento partito da via Raiale, dove ha sede la Rieco, «impugnare avanti al giudice competente la revoca dell’aggiudicazione in quanto palesemente viziata sotto svariati profili di eccesso di potere nonché priva di seria motivazione». Per poter procedere l’azienda chiede copia di una serie di delibere di giunta, ma anche la relazione del dirigente del settore finanziario e dell’avvocato De Carolis.
Al Comune non resta che aspettare l’evolversi degli eventi. Il sindaco è convinto di quanto ha fatto ed ha già attivato la procedura per l’esperimento di una nuova gara d’appalto da fare per la raccolta differenziata dei rifiuti, non più porta a porta ma «di tipo stradale». Ovvero cassonetti in strada.
Il Comune ha fatto un passo indietro in quanto sostiene che non sarebbe possibile («ci sono fortissime perplessità») raggiungere i livelli di raccolta differenziata previsti nell’offerta di Ecologica Sangro e il Comune dovrebbe farsi carico di ulteriori costi «con conseguente aumento di Imu e Tarsu e dei servizi a domanda individuale».
Di Mattia ha poi ribadito in passato che un bando di affidamento dei servizi di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani con una base d’asta di partenza di 32.500.000 «è attualmente insostenibile finanziariamente per le casse dell’ente, ancor di più alla luce degli ultimi tagli agli enti locali attuati dal governo centrale e per la spending review».

a.l.