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Aca, nomina Di Cristoforo illegittima: il Tar non sospende

Si attende l’udienza di merito. Il caso sollevato da più parti ha diverse letture

Redazione PdN

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Luigi Albore Mascia

Luigi Albore Mascia

PESCARA. Il Tribunale de L’Aquila ha rigettato la richiesta di sospensiva, presentata dal Comune di Pescara, della delibera di rinnovo del Consiglio d’Amministrazione dell’Aca.

Il ricorso amministrativo sostiene che il Presidente, Ezio Di Cristoforo sia stato nominato con atti illegittimi e per questo impugnati dal Comune.
La nomina risale allo scorso 3 agosto in sede di Assemblea dei soci.
Il Cda era infatti ormai decaduto e, a giudizio della amministrazione comunale di Pescara, bisognava applicare le nuove norme della Spending Review.
Nel fascicolo, affidato all’avvocato Giovanni Di Bartolomeo, e depositato lo scorso 29 ottobre, abbiamo chiesto l’immediata sospensione degli effetti di quella delibera, che di fatto oggi lascia in piedi il vecchio Cda prefigurando anche un danno economico per i soci, ma il giudice Roberto Ferrari ha deciso in maniera diversa, rinviando il caso all’udienza di merito ancora da fissare.

 «Lo scorso 3 agosto», ha ricordato il sindaco di Pescara Albore Mascia, «l’amministrazione comunale di Pescara non ha partecipato all’elezione del Presidente dell’Aca ritenendo illegittima la procedura adottata, con l’anticipazione del voto rispetto a quello del bilancio consuntivo. Un éscamotage impiegato per evitare proprio la decadenza dello stesso Presidente, ormai giunto al terzo esercizio finanziario. E dopo aver verbalizzato la posizione del Comune di Pescara, abbiamo lasciato l’Assemblea, con i rappresentanti dei Comuni di Montesilvano, Cepagatti e Scafa, riservandoci sin dal primo momento di impugnare gli atti non appena sarebbero stati resi disponibili».

Il Comune di Pescara è socio, titolare di 5 delle complessive 69 azioni ordinarie, dell’Aca che si occupa della gestione del ciclo idrico integrato costituito dall’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua a usi civili di fognatura e depurazione delle acque reflue, nell’ambito territoriale ottimale pescarese.
 Lo Statuto dell’Aca prevede, all’articolo 15, riferito alla nomina degli amministratori, che «i membri del Consiglio d’amministrazione restano in carica per il periodo stabilito dalla loro nomina e comunque non oltre tre esercizi, e scadono in concomitanza con l’approvazione del terzo esercizio e sono rieleggibili. In caso di dimissioni della maggioranza dei membri del Consiglio, decade l’intero Consiglio».
 E ancora «se nel corso dell’esercizio vengono a mancare per rinuncia o per altra causa, prima della scadenza del mandato, la metà o più della metà degli amministratori in carica, decade ugualmente l’intero Consiglio».
Nell’assemblea del 6 novembre 2008, approvato il bilancio per l’esercizio 2007, si nominò il Consiglio d’amministrazione di tre membri (Ezio Di Cristoforo, Giuseppe Di Michele e Bruno Catena): il Cda aveva la durata dei tre esercizi successivi, dunque il Consiglio sarebbe venuto a scadenza in occasione dell’approvazione del bilancio 2010.
Nel 2009, tuttavia, il consigliere Catena si è dimesso, e l’Assemblea ordinaria ha provveduto, il 19 luglio 2010, alla sua sostituzione con l’avvocato Concetta Di Luzio, senza tuttavia determinarne la durata di mandato.
Nel corso dell’esercizio 2011 non sono state adottate decisioni in merito al rinnovo delle cariche fino a quando il Presidente del Cda dell’Aca, ha convocato l’assemblea ordinaria di Aca Spa per il 30 luglio in prima convocazione e per il 3 agosto in seconda convocazione per deliberare, tra l’altro, sul Piano industriale, nomina componente del Cda, e, al sesto punto, Nomina del Presidente del Consiglio d’Amministrazione.
L’Assemblea, in quella sede, dopo aver respinto la richiesta di rinvio di tutti i punti in discussione, tranne il bilancio consuntivo e preventivo, ha deliberato il rinvio ad altra seduta della decisione inerente la nomina di un solo componente del Cda, fermo restando gli sviluppi normativi sulla Spending Review, e ha deliberato la nomina del Presidente del Cda Ezio Di Cristoforo per un triennio, dunque sino all’approvazione del bilancio 2014.

«Come abbiamo detto sin dal primo momento, tale deliberazione è chiaramente illegittima», ha detto Mascia, «innanzitutto l’Assemblea ordinaria è stata chiamata a pronunciarsi separatamente prima sul rinnovo di un solo componente del Cda e quindi sulla nomina del Presidente, e invece, in occasione dell’approvazione del bilancio 2011, sarebbe stato necessario rinnovare l’intero Consiglio d’amministrazione dell’Aca. Tale condizione è implicita nella scelta operata nel 2010 quando, dimessosi Catena e sostituito con l’avvocato Di Luzio, si è scelto di non determinare la durata dell’incarico dell’ultimo membro, la cui scadenza sarebbe stata coincidente con quella residua degli altri due componenti del Cda».
La questione è stata esaminata dal Tar e il giudice ha rigettato l’istanza di sospensione dell’efficacia della delibera «ritenuta – si legge nella motivazione – in ragione del motivi posti a fondamento dell’impugnazione, inidonei a sottendere una manovra espropriativa o limitatrice dei diritti del socio dissenziente e manifestanti, piuttosto, attraverso il frazionamento della scelta di nomina dell’organo amministrativo, l’essere la concertazione tuttora in itinere – la insussistenza dei gravi motivi di cui all’art. 2378 codice civile, anche in considerazione della prevedibile brevità della trattazione e decisione della causa, non richiedente istruttoria, o alternativamente della possibile cessazione della materia del contendere in occasione della prossima Assemblea, che potrà provvedere a nominare il Presidente già designato unitamente agli altri componenti del Consiglio d’amministrazione, ivi compreso il sostituto del dimissionario».
Lo stesso Tar dovrà ora decidere nel merito della questione.