GHIACCIO BOLLENTE

Pista pattinaggio Pescara, ora il Comune fa pagare il suolo pubblico

Dai regali del passato alla tariffa scontata. Del Vecchio: «la tariffa è troppo bassa».

Redazione PdN

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Pista pattinaggio Pescara, ora il Comune fa pagare il suolo pubblico

PESCARA. Torna la pista di pattinaggio sul ghiaccio in piazza Salotto a Pescara per il Natale.
Ieri mattina sono cominciate le operazioni di allestimento dell’impianto, sulla parte nord della piazza, a ridosso della giostra medievale. Sarà una pista aperta, dunque senza tendoni, di 432 metri quadrati e, secondo le previsioni, dovrebbe cominciare a operare per l’8 o il 9 dicembre, non appena conclusa la procedura di formazione del ghiaccio, per restare in città sino al 12 gennaio.
E se il Comune, in nome della ‘sobrietà’, ha detto addio alle luminarie ha comunque scelto di garantire «forme di intrattenimento a costo zero» partendo proprio della pista di pattinaggio sul ghiaccio.
Come fa notare il consigliere del Pd Enzo Del Vecchio, l’amministrazione pubblica ha scelto la stessa ditta del 2010 ma quest’anno ha cambiato idea sul pagamento del Canone di Occupazione del Suolo Pubblico.
Adesso, dicono da Palazzo di città, si deve pagare, mentre nel 2010 il costo venne abbuonato.
Due anni fa, infatti, non solo acqua e corrente erano a carico dell’ente pubblico ma alla ditta di Montorio al Vomano venne ‘regalata’ anche il Cosp.
Cosa sarà cambiato in questi 24 mesi? Quanto avrà influito l’ondata di polemiche? Per Del Vecchio il comportamento del Comune di Pescara è ancora una volta ambiguo «e teso più a tutelare taluni che a salvaguardare la propria comunità».
«Pare infatti», dice il consigliere di minoranza, «che la ditta che installerà la pista di pattinaggio per il periodo natalizio è stata invitata a versare la irrisoria cifra di circa 4.000 euro. Un canone talmente insignificante, non si capisce perché non è stato richiesto anche nel 2010».
L’amministrazione avrebbe applicato la tariffa che si chiede per “spettacoli viaggianti” che sconta un elevato abbattimento e «che si dovrebbe però applicare», fa notare Del Vecchio, «solo all’interno di un parco per divertimenti e che non sembra quindi il caso di Piazza della Rinascita».
Ancora una volta si nota il cambio di passo della amministrazione Mascia che tiene un comportamento e lo giustifica poi cambia idea e giustifica il comportamento opposto. In mezzo ci sono sempre polemiche e denunce. A rigor di logica tuttavia o è giusto e corretto il primo comportamento o il secondo. Di sicuro non possono essere corretti entrambi.

«575 MILA EURO SPESI MALE E CITTA’ SENZA LUCI NATALIZIE»
Ma al Pd non va comunque giù la decisione del Comune di aver detto addio alle luminarie natalizie che si sarebbero potute installare se «il Comune non avesse fatto scelte sbagliate».
Del Vecchio ricorda i «regali» dell’amministrazione comunale in occasione dei recenti concerti: «Ci sono 38.720 euro di mancati introiti per l’utilizzo di palazzetti dello sport, dello stadio e dell’ antistadio» (4.190 euro per Giorgia, 15.150 per Laura Pausini, 6 mila euro di anticipo per i danni del concerto della Pausini, 5 mila euro per l’antistadio flacco per lo spettacolo di brignano, oltre 8 milae per Antonacci).
Ma il consigliere ci infila anche i 106.338 euro spesi dall’amministrazione per consulenze e incarichi di vario genere: 29 mila euro per il sondaggio Monitor città, i 20.328 euro per la consulenze di Silvano Console, 50 mila di Bruno Guerri, consulente immagine della città, 4.832 per il cerimoniere e collaboratore del sindaco Giuliano Grossi e altri 2.178 per il cerimoniere Giancaterino.
Poi ci sono i 430 mila euro spesi quest’estate tra il programma estivo allo stadio del mare (240 mila euro), 120 mila euro del festival dannunziano e 70 mila euro tra manifestazione Panatta e Iron man.
In totale, dunque 575.058 euro che l’opposizione ritiene siano stati spesi male. «A questi», chiede Del Vecchio, «vogliamo aggiungere anche quanto non riscosso da soggetti gravati da immunità calcistico popolare?»
Il riferimento è ovviamente al ‘caso’ della Pescara Calcio.
Oggi però anche per il primo cittadino è più difficile sostenere che il mancato pagamento della tassa non sia stato un regalo.