L'INCHIESTA

Chieti, la Guardia di Finanza indaga sulle spese e sui rimborsi della Provincia

Nel mirino: debiti fuori bilancio, incarichi per i lavori e contabilità dei gruppi

Redazione PdN

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nuova caserma gdf chieti

La caserma della gdf

CHIETI. Sembra una normale visita ispettiva. Invece i ripetuti accessi della Guardia di Finanza alla Provincia di Chieti potrebbero avere un altro significato.



E’ possibile che si stiano controllando a tappeto le spese della Provincia per verificare se qualche amministratore si è fatto prendere la mano nell’uso dei soldi pubblici e per controllare come sono stati spesi i finanziamenti ai gruppi politici.
 In realtà sembra che questi controlli avvengano anche in altre località italiane sull’onda dell’indignazione dopo gli arresti di amministratori pubblici nel Lazio. Ora si va a caccia di fatture e documenti per scoprire se, ad esempio, ci sono stati acquisti di tablet costosi o di qualche super computer e se ci sono stati viaggi o serate in allegria in qualche locale pubblico. La domanda è: chi ha pagato? I singoli consiglieri o gli assessori oppure i conti sono stati saldati con i soldi attinti dal finanziamento dei Gruppi consiliari? In effetti una spesa di questo tipo, giustificata come attività politica, sarebbe un pretesto puerile se la prenotazione della sala fosse per il fine anno. Insomma l’indagine della GdF sembra soprattutto orientata a scoprire tracce della “sindrome Fiorito”, cioè l’uso privato di soldi pubblici che ha portato in carcere l’ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio, ma anche il collega dell’Idv avvocato Vincenzo Maruccio.
A quanto se ne sa, questo tipo di indagine interessa anche le Regioni, ma questa sindrome potrebbe aver colpito anche i consiglieri provinciali di Chieti. E forse per questo negli uffici le ripetute visite della Guardia di Finanza nella sede di corso Marrucino non sono passate inosservate, anche se il presidente Enrico Di Giuseppantonio parla di «normali attività di servizio», seguito a ruota dall’assessore Alessio Monaco che conferma e liquida le visite come «i soliti controlli».
 Ma dagli uffici blindati nel silenzio filtra un’altra versione: è vero che la Guardia di Finanza sta acquisendo materiale che riguarda i bilanci dell’attuale e della passata amministrazione, come spesso fa su incarico della Corte dei conti. Ma la curiosità delle Fiamme gialle sembra più orientata all’acquisizione di alcuni elenchi specifici: i debiti fuori bilancio, gli incarichi alle ditte per i lavori, il pagamento dei contributi previdenziali e dell’Irap sui dipendenti a tempo indeterminato e sui precari, gli acquisti per i consiglieri, i rimborsi kilometrici e le spese per tutti i benefit concessi agli amministratori. Come dire: se si trovassero telefonini da centinaia di euro invece del normale cellulare o qualche prenotazione in alberghi di lusso a ridosso delle feste, così come qualche spesa per viaggi non proprio istituzionali, tutto ciò sarebbe un evidente spreco di denaro pubblico.
E per di più proprio in un momento in cui si parla di soppressione della Provincia con i cittadini che scendono in piazza per difenderla. A meno che il clima da ultima spiaggia non abbia favorito la “sindrome Fiorito”.


Sebastiano Calella