LAVORO

Atr Colonnella, lunedì incontro al Ministero

Intanto a Capua ancora tensioni

Redazione PdN

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Atr Colonnella, lunedì incontro al Ministero
COLONNELLA. Sul futuro dell'Atr di Colonnella in amministrazione straordinaria, il Mise ha convocato le parti al tavolo ministeriale, per lunedì prossimo alle 16,30 a Roma.

Il ministero dello sviluppo economico ha mosso i suoi passi verso la soluzione dell'azienda del carbonio i cui dipendenti sono in lotta per non perdere il lavoro sostenuti da sindacati, Provincia di Teramo e Comune di Colonnella.
Dopo la volontà di acquisizione delle quote societarie in capo all'imprenditore campano Valter Proietti (cedute dall'ex socio in affari Primo Massi che ha rinunciato al sodalizio imprenditoriale), l'attesa convocazione e' arrivata ieri mattina.
All'incontro romano dovranno essere poste le basi per il rilancio imprenditoriale dell'Atr, per salvare produzione, stabilimento e posti di lavoro.
Al Mise bisognerà depositare i 4 milioni di euro necessari a saldare l'acquisto della fabbrica delle supercar teramane. Quello al ministero potrebbe essere l'incontro della svolta.
Intanto Proietti si dice pronto ad acquistare la società e come riferito dal Tg3 Abruzzo avrebbe alle spalle partner russi.
Ottimista anche il presidente della provincia Valter Catarra secondo cui, stando alle dichiarazioni pubbliche, ci sarebbe una ferma volontà di far continuare l’attività.
Ma questi sono giorni movimentati anche alla Omasud di Capua (sempre di Proietti).
La giornata di mercoledì, riferiscono le Rsu, è trascorsa con trattative intrattenute tra i dipendenti ed il Presidente è stato raggiunto un primo accordo, per la pallinatura di alcuni pezzi urgenti occorrenti ad Alenia, garantendo per contro un acconto sulle retribuzioni di 3.000 euro.
A fine giornata, e ad accordo mantenuto da parte dei dipendenti, «è iniziata una serie di richieste da parte del presidente, in merito ad impegni urgenti da onorare, gli stessi senza alcuna offerta o garanzia circa le probabili soluzioni per i restanti pagamenti». Ricevuto il diniego da parte dei dipendenti, la trattativa si è interrotta bruscamente.
Giovedì mattina dopo vari tentativi di convincimento a rimuovere il presidio, il presidente ha deciso di far intervenire le forze dell’ordine: sono intervenute diverse pattuglie dei Carabinieri ed è stato richiesto l’intervento dei pompieri, per rimuovere gli ostacoli, che impedivano l’accesso.
 « Tra il malcontento generale e l’inevitabile sconforto», raccontano i dipendenti, «speriamo ancora di trovare  possibili soluzioni». Il presidio permane e l’assemblea è ancora in riunione permanente. Nelle prossime ore saranno stabilite le successive azioni di protesta da mettere in atto.