IL CASO

Palazzina pericolante in via D’Annunzio, perizia a due ingegneri e un geologo

«Entro 15 giorni il responso»

Redazione PdN

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L'assessore Fiorilli

L'assessore Fiorilli

PESCARA. Prima dell’inizio dell’anno si conoscerà il destino della palazzina pericolante di via D’Annunzio.

Venerdì mattina, infatti, verrà formalizzato l’incarico a tre periti, due ingegneri e un geologo. Entro quindici giorni dovranno restituire al Comune una perizia  circa le condizioni strutturali della palazzina di via D’Annunzio 259/261, interessata da problemi di stabilità. Bisognerà chiarire le condizioni attuali e i presunti pericoli.
«Una volta che disporremo della relazione», ha spiegato l’assessore alla Protezione Civile Berardino Fiorilli, «stabiliremo, con l’Ufficio della Protezione civile comunale, i provvedimenti da adottare sull’edificio».
La decisione di nominare tre periti è stata presa ieri nel corso dell’incontro convocato in Comune sulla problematica dopo l’allarme lanciato dai Vigili del Fuoco che definiscono quell’immobile in «condizioni di grave precarietà» a causa di «una accentuata inclinazione dello stesso» che mette «in grave rischio anche gli altri fabbricati posti nelle aree immediatamente adiacenti».
Le risposte arriveranno «prima di Natale», assicura Fiorilli. Risposte che aspetta non solo il Comune ma anche le famiglie che vivono ancora nello stabile, ma anche coloro, la maggioranza, che già nei mesi scorsi hanno scelto un’autonoma sistemazione in attesa di conoscere il futuro di quel fabbricato.
Sostanzialmente i proprietari lamentavano i problemi di stabilità che, a loro dire, sarebbero stati ricollegabili al terremoto del 6 aprile 2009. In Comune è arrivata anche una perizia tecnica giurata commissionata dagli stessi proprietari privati che avrebbe certificato di fatto l’inagibilità del condominio.
Lo scorso ottobre si è svolto un nuovo sopralluogo congiunto e ieri sono stati verificati gli esiti: gli Uffici della Protezione civile hanno deciso, come suggerito anche dal verbale dei Vigili del Fuoco, di affidare a un pool di tre periti, due ingegneri strutturali e un geologo, il compito di verificare la condizione del fabbricato e la sua reale pericolosità.
Entro quindici giorni la perizia dovrà essere riconsegnata al Comune che assumerà le proprie determinazioni, «senza escludere alcuna ipotesi».