LA PROTESTA

Istruzione, 3 mila studenti teramani in piazza

«Siamo studenti, né servi né clienti»

Redazione PdN

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TERAMO . Circa 3 mila studenti teramani stamattina hanno preso parte alla manifestazione che si è svolta nel centro della città.

Un corteo numerosissimo composto da studenti delle scuole superiori e studenti universitari che hanno sfilato in modo pacifico e urlando i proprio cori lungo le vie principali di Teramo
Molti i temi per i quali si è deciso di scendere in piazza per la manifestazione organizzata in maniera congiunta dagli studenti della scuola e dell’Università, dal Collettivo Universitario "Stella Rossa", dal Collettivo "Controcorrente" Saffo e da Azione Antifascista Teramo. Per quanto riguarda la scuola il disegno di legge Aprea è la note dolente di questo autunno scolastico e che implica una privatizzazione delle scuole medie superiori, processo già iniziato e portato avanti dalla Legge 240\2010 (Legge Gelmini).
Ma tra i temi della manifestazione anche i problemi dell’edilizia scolastica e, i tagli all’istruzione che di fatto uniscono le due realtà, quella dei medi e quella degli studenti universitari.
L’Udu Teramo era presente per gridare il proprio dissenso contro i continui tagli al diritto allo studio che stanno falcidiando l’istruzione pubblica.
«Chiaro il nostro riferimento», dicono dall’Unione degli studenti, «alla Regione nello striscione che recitava “Se distruggere l’Adsu voi volete con noi i conti farete”».
Infatti è proprio notizia di questi giorni il tentativo che l’assessore Gatti aveva intenzione di portare avanti nei confronti del diritto allo studio regionale, nello specifico riferito alle tre aziende per il diritto allo studio.

Il progetto di legge prevede, infatti, che venga costituito un solo Ente per il diritto allo studio e quindi un unico Consiglio d’Amministrazione con la sola presenza di tre studenti, dimezzando di fatto la nostra rappresentanza, che ricordiamo viene fuori da due anni (2009-2011) durante i quali, a causa del commissariamento delle suddette aziende, non aveva possibilità di esprimere il proprio parere.
«Tale disegno di legge viene mascherato dietro proclami di abbattimento dei costi della spesa pubblica», denunciano ancora gli studenti, «in realtà si tratta solo dell’abbattimento del diritto allo studio universitario in questa regione».
Martedì i ragazzi dell’Udu L’Aquila hanno sventato il ‘blitz’ dell'assessore Gatti. «Chiediamo a tutti di sostenerci», hanno detto in coro gli studenti, «in un percorso che escluda soluzioni semplicistiche ed ideologiche e che parta invece dai bisogni degli studenti. Questo paese ha bisogno di investire nell’istruzione, nella cultura, nei giovani e nel diritto allo studio per cercare di ripartire dalla più grande crisi economica del dopoguerra».