ASL TERAMO

Licenziamento Varrassi, «se si apre contenzioso Chiodi paghi le spese»

La proposta del Partito Democratico

Redazione PdN

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 Varrassi

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TERAMO. Il manager della Asl di Teramo non intende lasciare il suo incarico.

Lo ha detto ieri con fermezza il diretto interessato (che non ha ancora ricevuto il provvedimento) e  la Regione dovrà adeguarsi.  A questo punto si apre la strada del contenzioso.
Preoccupati  i consiglieri regionali Claudio Ruffini e Giuseppe Di Luca. La Regione ha avviato il provvedimento per la rescissione del contratto del manager della Asl ed ora, i consiglieri del Pd, sono preoccupati dal fatto che la questione possa spostarsi in un’aula di tribunale con spese a carico della collettività.
«Appare ormai chiaro a tutti che il manager della Asl di Teramo ha scelto la strada del contenzioso con la Regione Abruzzo», hanno detto i due.
La revoca dell’incarico è arrivata dopo l'acquisizione degli atti di indagine presso la Procura di Teramo che riguardano il manager, a distanza di pochi giorni dal sequestro del reparto di fecondazione assistita dell’ospedale Mazzini di Teramo   e a pochi mesi dai tre avvisi di garanzia  giunti nell’ufficio dello stesso direttore generale. La Procura chiese anche il suo arresto, bocciato sia dal gip che dal tribunale del Riesame.
Solo qualche mese fa, ad agosto il presidente Gianni Chiodi ha rinnovato fiducia al numero uno della Asl di Teramo , tanto che, dicono Ruffini e Di Luca, «Varrassi stesso oggi si chiede cosa è cambiato nei sui confronti da parte della giunta regionale che solo il 29 agosto scorso lo aveva confermato. E’ una domanda che noi riteniamo vada posta a Chiodi e lo stesso debba dare una risposta».
Secondo i consiglieri regionali del Pd la vicenda di Varrassi, «dimostra che la sanità teramana è fuori controllo, senza una vera direzione e con un manager sfiduciato e con procedimenti penali in corso. Tutto ciò indebolisce la nostra sanità e le scelte del manager. Questa situazione di “paralisi” dovrebbe indurre secondo noi Varrassi a desistere ed a fare un passo indietro. La sua era e resta una nomina fiduciaria ed oggi deve prendere atto che nessuno ha più fiducia in lui, da ultimo (ma non solo)chi lo aveva nominato. Quindi a nostro giudizio non può legare la sua permanenza alla direzione della Asl di Teramo al solo contratto ma deve prendere atto con serenità che nei suoi confronti è venuta a mancare la fiducia del governo regionale. Così come pretendiamo da Chiodi e dalla sua giunta un esame di coscienza ed il riconoscimento che sulla vicenda Varrassi non ne hanno azzeccata una».
Resta comunque un problema: se il manager decide di aprire un contenzioso contro la sua revoca certamente la Asl di Teramo ed i cittadini teramani subiranno dei danni. Chi pagherà queste somme?
Secondo Ruffini e Di Luca Chiodi dovrebbe accollarsi le spese, «anche perché è stato lui e la sua giunta a riconfermarlo ed a difenderlo con ostinazione per poi ritornare sui propri passi. Adesso che hanno fatto la frittata vogliono farla mangiare ai cittadini teramani, noi invece pensiamo che Chiodi aveva tutti gli elementi a sua disposizione per non riconfermare subito Varrassi, come da tempo gli avevamo indicato. Adesso è troppo tardi per tornare indietro».