LA DENUNCIA

Sentenza Grandi Rischi, Tiberti contro Di Orio: «magistrati aprano fascicolo»

Il docente: «bisognava chiudere l’Ateneo»

Redazione PdN

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Sentenza Grandi Rischi, Tiberti contro Di Orio: «magistrati aprano fascicolo»

Università de L'Aquila

L’AQUILA. ll professor Sergio Tiberti ordinario di Igiene generale applicata all’Università dell’Aquila si dice «stupito» per il commento del rettore sulla sentenza Grandi Rischi.

A leggerla «sembra sia stata scritta da una autorità pubblica che nei giorni precedenti al terremoto ha lanciato l’allarme e ha messo in atto ogni iniziativa di prevenzione e sicurezza in suo potere», denuncia Tiberti.
«Ma a ben vedere», attacca il docente, sempre molto critico nei confronti del rettore, «fu lo stesso Di Orio il primo a fare in Tv una dichiarazione di rassicurazione agli studenti, la mattina del 31 marzo 2009, cioè prima della riunione della commissione. Il rettore dichiarò che ‘la scienza è in grado di controllare questi fenomeni, in parte ma li controlla’».
Per Tiberti anche quella deve essere considerata una frase «che certamente ha rassicurato gli studenti e i cittadini - proprio perché detta dal rettore di una università- almeno quanto le parole degli esperti della Grandi rischi».
«Dopo la forte scossa pomeridiana del 30 aprile 2009», denuncia ancora il docente, «l’Ateneo non assunse alcuna cautela verso gli studenti: le lezioni sono continuate regolarmente, si sarebbe potuto anticipare le vacanze pasquali senza alcuno sforzo, e invece no, tutto regolare. Con le note conseguenze».
La giustificazione più volte riportata dal rettore è che l’Università l’avrebbe dovuta chiedere al Prefetto. «Concordo con il Di Orio su di un punto», continua Tiberti, «che scienziati hanno e devono avere responsabilità. E lui per primo. Questa sua nota la prendo come una autodenuncia e se i magistrati competenti non hanno ancora aperto un fascicolo mi auguro che prendano in considerazione questi fatti come richiesto dall’Avvocato dello Stato e dai Legali presenti al dibattimento».
Per il docente Di Orio avrebbe dovuto chiudere l’Università per due giorni, «senza aspettare le decisioni di mamma e papà Prefetto. Si chiude senza tentennamenti, come ha fatto il sindaco Cialente che ha chiuso le scuole e spostato studenti. Ci si aspetta quindi che Di Orio, accusando i colleghi professori della Grandi rischi, si autodenunci per aver condiviso affermazioni tranquillizzanti, tutto con loro, nei giorni prima del terremoto».