ASSUNZIONI NELLA PA

Asl Teramo, arriva il no alla stabilizzazione dei precari

Fp Cgil: «a dicembre a casa in 30»

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2171

Asl Teramo, arriva il no alla stabilizzazione dei precari
TERAMO. Il governatore della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha risposto di no alla richiesta di stabilizzazione dei precari della ASL di Teramo.

«Il 31 dicembre andranno a casa infermieri, ostetriche e fisioterapisti dell’assistenza domiciliare integrata», denuncia la Fp Cgil. «Questi ultimi, da poco sono stati trasferiti nei reparti dei quattro presidi, ma prima di andarci hanno dovuto insegnare il loro lavoro ai lavoratori della cooperativa Kcs, vincitrice dell’appalto dell’Adi».
Come noto, nel mese di settembre il sindacato di Teramo aveva inviato alla Regione Abruzzo e al Ministero della Funzione Pubblica la richiesta di autorizzare la Asl di Teramo - che ha le risorse necessarie – ad assumere definitivamente i 30 precari.
Il governatore e il dirigente regionale del servizio giuridico della direzione alla politiche della salute hanno risposto negativamente aggiungendo che spetta alla Asl di Teramo «nell’ambito della propria autonomia decisionale e gestionale, valutare se procedere eventualmente all’indizione dei relativi concorsi nel rispetto delle disposizioni normative e di quanto previsto nel Programma Operativo 2011-2012».
«Il governatore», protesta la Fp Cgil, «sa perfettamente che le disposizioni normative nazionali limitano le assunzioni e che la norma regionale (Programma Operativo 2011-2012) è ancora più repressiva perché impone un notevole risparmio (il 4%) all’azienda sanitaria teramana».
A seguito di piani sanitari durissimi, il governatore Chiodi sostiene di aver realizzato addirittura degli utili che per il sindacato debbono essere destinati alla stabilizzazione dei precari perché questo produrrebbe ulteriori risparmi.
«Chiodi dice che la stabilizzazione non si può fare, ma nel frattempo permette che si sprechino soldi pubblici consentendo ai lavoratori a tempo indeterminato di lavorare di più attraverso i progetti incentivanti e manda a casa altri lavoratori».
La Fp Cgil di Teramo ritiene che il licenziamento del personale precario sia dannoso per la sanità teramana e regionale e che determini costi in più a carico dei cittadini. Venendo meno i 14 fisioterapisti, infatti, la Asl sarà costretta a rivolgersi sempre più spesso al privato e la Regione dovrà pagare per la mobilità passiva circa 600-800 euro giornalieri per acquistare una sola prestazione riabilitativa ospedaliera a fronte di un intervento Adi che alla Asl costa meno di 20 euro.
Che vuol fare Chiodi della Asl di Teramo?
La proposta della Fp Cgil di Teramo è quella di ridurre il margine di risparmio del 4% imposto alla Asl di Teramo e reinvestire la differenza anche per assumere e stabilizzare il personale.