IL CASO

Tagliacozzo, «bimbi mandati a scuola in area ex discarica»

La rabbia dei consiglieri: «il sindaco sapeva»

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1586

comune di Tagliacozzo
TAGLIACOZZO. «L’area scelta come sede provvisoria di una scuola era un tempo occupata da una vecchia discarica. E non esiste certezza che il sito oggi sia completamente sicuro visto che sono ancora in corso accertamenti della Asl».

Lo dicono i consiglieri di minoranza del Comune di Tagliacozzo.
Qui, le nevicate dello scorso febbraio hanno danneggiato il sottotetto della scuola elementare “Domenico Bevilacqua” rendendo necessari lavori di ristrutturazione. A settembre il sindaco Maurizio Di Marco Testa ha deciso perciò di utilizzare la sede della casa famiglia Anfass in via delle Macchie ed i locali di Palazzo Ducale, come sedi scolastiche provvisorie.
Ma il palazzo dell’Anfass sorge in un’ area un tempo adibita a discarica. Nella parte esterna denominata campo Boario che circonda l’edificio, hanno ricordato i consiglieri di opposizione Giampietro Pendenza, Vincenzo Giovagnorio, Bruno Rossi, Roberto Giovagnorio, ed il consigliere di maggioranza Alfonso Gargano, «ci sono rifiuti organici ed inerti sono stratificati nel suolo, che andrebbero rimossi attraverso una bonifica».
Ai Consiglieri risulta che il sindaco fosse a conoscenza delle problematiche del sito e degli accertamenti in corso da parte della Asl. L’azienda sanitaria locale aveva disposto la sospensione dei pareri rilasciati in precedenza. Ma nell’ordinanza del 14 settembre il primo cittadino, non ha fatto cenno alla decisione della Asl, hanno detto i consiglieri, «se n’è ricordato solo in un atto del 4 ottobre, forse perché alcuni gli avevano presentato un’ interrogazione sull’argomento».
Proprio per la mancanza di certificazioni di agibilità il dirigente scolastico Domenico Amicucci ha deciso di sospendere l’ utilizzo della struttura Anfass in attesa che venga fatta chiarezza.
L’aspetto più imbarazzante, hanno concluso, «è che nell’ordinanza del 4 ottobre il sindaco dice di aver inviato i bimbi in quella struttura anche per risparmiare sul trasporto scolastico. Questo è assolutamente intollerabile. Il sindaco non doveva permettere in alcun modo che i nostri bambini si avvicinassero a quella struttura. Perché non ha trovato un’altra soluzione che garantisse una maggiore tranquillità e sicurezza per tutti?».