La Riab punta ora Piano di Sacco per smaltire i rifiuti

La ditta di Domenico De Patre ha presentato lo studio per la delocalizzazione

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La Riab punta ora Piano di Sacco per smaltire i rifiuti
CITTA’ SANT’ANGELO. Da contrada Foreste a Montesilvano a Piano di Sacco, Città Sant’Angelo.

L’azienda Riab, di Domenico De Patre, ha chiesto alla Regione Abruzzo di delocalizzare i suoi due impianti di gestione rifiuti (Riab srl ed Itrofer srl).
E’ quanto si apprende dallo studio di impatto ambientale http://sra.regione.abruzzo.it/uploads/263/RIAB_studio%20di%20impatto%20ambientale.pdf depositato presso lo sportello Ambiente della Regione, lo scorso agosto. L’azienda ha già presentato la richiesta di Aia (Autorizzazione integrata ambientale) il 31 dicembre 2010.
Lo scopo, si legge nel documento, è trasferire l’attività, da un’area «ormai erosa da insediamenti abitativi» in un sito industriale ben lontano dalle case. La zona scelta è distante 150 metri dal fiume Fino, definito a rischio esondazione e le case sparse più prossime si trovano a oltre 110 metri di distanza dal limite dell’impianto.
Ma la Riab, assicura che non c’è pericolo perché in realtà sulla parte del sito più vicina al fiume sorgerà un parco naturale didattico dove istruire i ragazzi alla cultura del riciclo dei materiali.
Problemi sismici? Niente affatto. Idrogeologici? Macchè. Rischi di altro genere? Per niente.
La Riab ne è convinta e lo precisa nello studio: «siamo un soggetto proponente affidabile, un’impresa familiare, alla quarta generazione ed in tutta la vita dell’impresa non si sono mai verificati incidenti ambientali».
Qualche incidente con la giustizia, in verità, la ditta ce l’ha avuto. Si tratta del sequestro del sito a Montesilvano disposto dai Carabinieri del Noe di Pescara nel 2007 «per gestione di rifiuti non autorizzata» (l’area era sprovvisto di pavimentazione, necessaria in caso di stoccaggio di rifiuti affinchè nulla permei nel terreno). La vicenda è finita con il patteggiamento di De Patre. E del sequestro degli impianti, avvenuto nell’ottobre 2010, per «violazioni delle prescrizioni e autorizzazioni» nella gestione e nello stoccaggio dei rifiuti pericolosi e non. Fatti sollevati da questo giornale già tempo prima, al prezzo di una serie di accuse di diffamazione e beghe giudiziarie da smaltire

NUOVA AVVENTURA A PIANO DI SACCO
L’area scelta si estende per 51.848 metri quadrati; è collegata all’ autostrada Adriatica A14, alla strada statale 16 Adriatica ed alla Ss16.
Qui la Riab intende occuparsi della riduzione della produzione e pericolosità dei rifiuti, del recupero e riciclo dei materiali e prodotti di consumo, del recupero energetico dai rifiuti e dello smaltimento in discarica. Tutto in linea con l’attività tradizionalmente svolta (recupero e riciclo di metalli, prodotti di consumo e oli esausti). A questo si aggiungono due novità: la decontaminazione delle matrici metalliche, effettuata sui metalli non recuperabili, e la concentrazione delle emulsioni oleose per recuperare olio esausto.

IL PARCO
Fiore all’occhiello del progetto resta il parco naturale didattico per ragazzi. Si estenderà per 4000 mq nella fascia all'interno dei 150 metri dal fiume Fino, che nel progetto è definita «di fatto vulnerabile», come si legge chiaramente nello studio: «la fascia all'interno dei 150 metri dal fiume Fino, di fatto vulnerabile, non viene utilizzata ma viene attrezzata a verde pubblico, per la creazione di un Parco didattico per l'educazione e la cultura del riciclo; considerando tale area, attrezzata a verde, si rispetta anche la presenza di area drenante per limitare il rischio idrogeologico».

VINCOLI
L’area, stando allo studio, non è sottoposta a vincolo idrogeologico, né a vincolo agricolo; aspetto quest’ultimo ancora da valutare, visto che si tratta di una zona che si trova nel distretto Igt colline pescaresi. Così come è ancora da valutare l’effetto cumulo visto che nelle immediate vicinanze ci sono un impianto di produzione di Cdr, peraltro autorizzato all’esercizio di un gassificatore ma che attualmente non è in esercizio, una piattaforma di selezione Rsu ed ulteriori iniziative private.
Da un punto di vista della valutazione di impatto, precisa la Riab, «andrà studiato l’effetto cumulo in prospettiva».
«L’impianto non è soggetto a frane o erosione, l’area è in zona sismica 3, a bassa sismicità, non si presentano problemi di inquinamento acustico», così dice la Riab.