IL CASO

Minacce al sindaco di Avezzano, scatta la denuncia

Di Pangrazio: «mascalzonate indegne»

Redazione PdN

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Minacce al sindaco di Avezzano, scatta la denuncia
AVERZZANO. Lettere anonime mirate a offuscare l'immagine del sindaco e dell'amministrazione tornano a “inquinare” la scena politica.

Il primo cittadino Giovanni Di Pangrazio già preso di mira durante la campagna elettorale che lo ha portato sulla poltrona più prestigiosa di Palazzo di città, presenta denuncia all'autorità giudiziaria che già sta indagando per individuare gli autori. «Queste mascalzonate sono indegne di un Paese civile, tipiche di un passato ormai sepolto», attacca il sindaco, «quando l'incapacità di una classe dirigente politica, che operava con la logica dei dossier, ha portato il Paese sull'orlo del baratro. Ora il Paese ha sviluppato gli anticorpi giusti per debellare quel cancro pericoloso per la democrazia che ha fatto capolino in città durante la campagna elettorale, quando i soliti ignoti, ma forse sarebbe meglio dire gli amici del giaguaro, diffusero i primi volantini anonimi mirati a minacciare il sottoscritto come candidato sindaco. E tutti sappiamo com'è finita».
«Gli avezzanesi», aggiunge il primo cittadino, «hanno già dimostrato con il voto a chi affidare la guida della città, un'amministrazione che mette al centro idee e progetti. Chi attacca falsamente l'amministrazione è contro la città. Penso comunque ora di aver qualche buon elemento per la Magistratura per l'identificazione degli autori degli anonimi».
Sindaco e amministrazione hanno ricevuto attestati di solidarietà da numerosi esponenti dell'opposizione, tra i quali il capogruppo consiliare e il neo-segretario cittadino del Pdl, Lino Cipolloni e Alfredo Chiantini: «questo modello di comportamento fondato sulla calunnia non ci appartiene, siamo distanti da questo modo di confrontarsi, auspichiamo un confronto trasparente, sereno e di alto profilo nell'interesse della città, senza nascondersi dietro lettere anonime che tendono a ledere le persone».
Alla Magistratura, quindi, il compito di fare chiarezza e di individuare gli autori delle lettere. «Forse», chiosa il presidente del consiglio comunale, Domenico Di Berardino, «l'amministrazione sta toccando interessi particolari se qualche sacca di vecchia politica ricorre a metodi intimidatori e alla calunnia. Sindaco e giunta che con grande senso sociale, a differenza di amministratori di altri Enti, hanno rinunciato alle indennità destinandole in gran parte all'estate avezzanese, al sociale e alla solidarietà verso i terremotati dell'Emilia».