L'INCHIESTA CHIUSA

Furto, falso, abuso d’ufficio e truffa: chiesto il processo per i vertici dell’Aca

In totale sono 11 gli indagati per l’inchiesta degli “storni selvaggi”

Redazione PdN

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Furto, falso, abuso d’ufficio e truffa: chiesto il processo per i vertici dell’Aca

PESCARA.  La procura di Pescara ha presentato la richiesta di rinvio a giudizio per gli imputati dell’inchiesta sugli “storni selvaggi” all’Aca.
Tra i futuri imputati ci sono il presidente dell’Aca,  Ezio Di Cristoforo, Bartolomeo Di Giovanni, direttore generale dell'Aca; Giancarlo Gennari, responsabile dell'ufficio commerciale dell'Aca di Pescara e consigliere provinciale del Pd; Giancarlo Ceci, tecnico installatore, ed altre sette persone.
La vicenda  inizialmente contava 14 indagati è quella partita da una serie di denunce ed esposti dell’associazione Codici sull'Aca e condotta dal pm Gennaro Varone.
Nel mirino degli inquirenti ci sono presunte agevolazioni e sgravi sulle bollette a persone che in realta' non avrebbero dovuto beneficiarne.  Si tratta di agevolazioni ad amici e imprenditori per centinaia di migliaia di euro stornati dal sistema informatico dell’Aca adducendo come scusa più gettonata il malfunzionamento dei contatori istallati che producevano di fatto perdite. Acqua che veniva sciupata e non computata in capo ai privati ma di fatto pagata dall’Aca stessa. Anche così si sarebbero prodotti gli ammanchi del bilancio della società pubblica.
Gli altri imputati sono l'ex assessore comunale di Pescara Riccardo Padovano; Alberto Di Marco, 62 anni, di Cugnoli; Emilio Ferrone; 80 anni, residente a Scafa; Zopito Livello, 81 anni, residente a Pescara; Gianfranco D'Orazio, 43 anni, di Bucchianico; Carlo Fidanza , 53 anni, residente a Montesilvano; Vittorio Sulpizio , 57 anni, residente a Chieti.
Le indagini sono state avviate nel 2010, alcuni storni risalirebbero anche al 2007 e al 2009. Gli imputati devono rispondere a vario titolo di abuso d'ufficio, falso ideologico, truffa.
Di Cristoforo e' accusato anche di furto e peculato in quanto avrebbe effettuato nella sua casa di Bolognano un secondo allaccio senza registrarlo. Nello specifico il direttore dell'Aca Bartolomeo Di Giovanni e' accusato di falso e truffa in concorso con Gennari.
Secondo l'accusa i due avrebbero attestato falsamente le condizioni per lo sgravio dei consumi di acqua potabile a beneficio di Di Giovanni su alcune fatture relative agli anni 2006 -2009. L'ex assessore Padovano e' coinvolto in qualita' di titolare dello stabilimento balneare "Voglia di Mare". Secondo l'accusa Gennari in concorso con Padovano nel 2010 avrebbe attestato falsamente il mal funzionamento del contatore installato presso lo stabilimento dell'ex assessore per lo sgravio e l'annullamento dei consumi. Nel 2011 il pm chiese gli arresti domiciliari per Giancarlo Gennari e la sospensione dai pubblici uffici per Ezio Di Cristoforo, Bartolomeo Di Giovanni e Giancarlo Ceci. Il gip Gianluca Sarandrea , pero' , dopo gli interrogatori , respinse le richieste escludendo a carico di alcuni la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza, per altri ritenendo la non sussistenza delle esigenze cautelari.