SFRATTI

Pescara. Inquilini abusivi agli arresti domiciliari, adesso si possono sfrattare

Firmato protocollo di intesa

Redazione PdN

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Pescara. Inquilini abusivi agli arresti domiciliari, adesso si possono sfrattare
PESCARA. Arresti domiciliari od obblighi di dimora non saranno più un éscamotage, d’ora in avanti, né un alibi per evitare lo sfratto dagli alloggi popolari per cittadini che hanno occupato abusivamente gli appartamenti.

Ieri è stato firmato un accordo in Prefettura tra Comune, autorità giudiziarie, organi di Polizia e Ater, un accordo nato dalla riunione convocata lo scorso 28 maggio dal Prefetto sul tema degli sfratti per occupazioni abusive.
Cacciare un inquilino abusivo presenta notevoli difficoltà, come la necessità di ottenere, in tempo reale, il sequestro e il successivo dissequestro dell’immobile, per consentire la sistemazione di una famiglia legittima. Ma l’ostacolo più grande si presenta quando nell’alloggio oggetto di rilascio o di sequestro vi è un occupante sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari o dell’obbligo di dimora o comunque a misure di prevenzione e cautelative, presenza che materialmente blocca la liberazione dell’appartamento, con un grave danno per l’Ater e per il Comune, ma soprattutto per quei cittadini che attendono in graduatoria.
Non solo: spesso accade anche che, proprio per sottrarsi allo sfratto, gli inquilini morosi concedono ospitalità nel proprio alloggio a coloro che sono sottoposti a tali misure cautelari. Nel corso dell’incontro di maggio, però, il Procuratore della Repubblica ha fatti presente che la difficoltà materiale evidenziata può essere rimossa attraverso un intervento di modifica o di revoca del provvedimento cautelare adottato dagli organi competenti e per tale ragione il prefetto D’Antuono ha promosso la stesura di un Protocollo d’intesa ad hoc tra le Autorità.
Nel Protocollo le parti hanno concordato che «prima di avviare le procedure di esecuzione di sfratto o di sequestro preventivo l’Ater e il Comune verificheranno mediante opportuni contatti con le Forze di Polizia se nell’alloggio dimora un soggetto sottoposto agli arresti domiciliari, obbligo di dimora, detenzione domiciliare, affidamento o altra misura disposta dall’Autorità giudiziaria. Di tale questione Ater e Comune investiranno la Procura della Repubblica o l’Ufficio del Magistrato di sorveglianza; la Procura della Repubblica provvederà a richiedere alla competente Autorità Giudiziaria l’opportuna modifica delle misure cautelari, il Magistrato di Sorveglianza provvederà secondo la propria competenza e le Forze di Polizia delegate ne daranno comunicazione all’Ater o al Comune che potranno disporre il successivo accesso per l’esecuzione del sequestro».
«In altre parole – ha aggiunto il sindaco Albore Mascia – abbiamo eliminato anche l’ultimo ostacolo all’esecuzione di sfratti che d’ora in avanti saranno più agevoli, snelli e rapidi».