LA LETTERA

Acqua. Il commissario Caputi scrive all’Aca: «dovete rispettare le leggi»

Codici rivela il contenuto di una nuova lettera ‘segreta’

Redazione PdN

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Acqua. Il commissario Caputi scrive all’Aca: «dovete rispettare le leggi»
PESCARA. Una specie di lavata di capo ed un “promemoria” delle normative da rispettare nella missiva di Caputi. Chissà se è una cosa normale che il commissario unico per gli Ato abruzzesi scrive e l’Aca non risponda.
Chissà se è normale che il commissario che ora presiede l’ente che controlla la società che gestisce il servizio acquedottistico debba ricordare e intimare il rispetto delle norme, citandole una per una nella lettera inviata lo scorso 19 luglio.
Ormai nella intricatissima vicenda Aca è difficile districarsi tra le notizie di presunte irregolarità e mancato rispetto di normative e deve essersene accorto anche il commissario Pierluigi Caputi che, tuttavia, in questa nuova missiva non fa cenno alcuno alla vicenda sollevata da PrimaDaNoi.it sulla violazione presunta del la legge regionale n. 37 che vietava dal 2007 il rinnovo degli organi societari (rinnovi avvenuti più volte).
Questo ennesimo documento secretato dall’Aca è stato reperito come moltissimi altri dall’Associazione Codici che ha già firmato l’ennesimo esposto ed una diffida con una lunga lista di irregolarità che riguardano il prossimo rinnovo del cda.
Nella riunione già convocata dall’Aca per il prossimo 30 luglio (in seconda convocazione il 3 agosto), infatti, si parla di un solo componente del cda da sostituire mentre con argomentazioni tecniche Codici sostiene che si debba rinnovare l’intero consiglio, cosa che in verità sembra sostenere anche il commissario Caputi.
Anche in questo caso l’Aca non brilla per l’interpretazione della legge la quale viene utilizzata per mantenere cariche ormai scadute, decadute se non “abusive”.
Come capitato anche al presidente dei revisore dei conti, Gianfranco Stromei (ex Saga) al quale la missiva di Caputi è indirizzata, che occuperebbe una carica che invece la legge dice essere decaduta da anni.
«Forse anche il commissario ignora che il presidente del collegio dei revisori dei conti dell’Aca Spa è scaduto da diversi anni e continua a ricoprire come se nulla fosse l’incarico da quasi 10 anni», spiega Domenico Pettinari, segretario provinciale di Codici.
«Infatti il comma 2 dell’art. 13 del Decreto Legislativo nr. 39/2010 prevede che l’incarico di revisore dei conti “…ha durata di tre esercizi, con scadenza …all’approvazione del terzo esercizio”. Quindi come può il presidente di un collegio esercitare il potere di vigilanza e controllo sugli altri organi societari proprio in materia di “scadenza del consiglio di amministrazione” se lui stesso è scaduto?»

«Non posso che apprezzare il riferimento che fa il commissario sul rinnovo di un “solo componente del C.d.A.” come ampiamente argomentato dalla nostra diffida che intimava a tutti i sindaci di procedere, invece, al rinnovo di tutti i membri del C.d.A. nessuno escluso in quanto il C.d.A. è scaduto da tempo ai sensi dell’art. 15 dello statuto Aca», ha spiegato ancora Pettinari .
I dubbi di Codici vengono avanzati anche in merito alle norme richiamate da Caputi sulla corresponsione degli emolumenti . «Mi domando per esempio se il consigliere d’amministrazione dell’Aca spa, Concetta Di Luzio, sindaco di Casalincontrada, abbia percepito finora emolumenti per il suo incarico nella società».
«Il commissario fa riferimento alla Legge sulle incompatibilità citata da Codici», dice ancora Pettinari, «ma non basta. Il Commissario dopo aver rilevato che alla carica di presidente si sono candidati il sindaco di Catignano e il presidente uscente Di Cristoforo, coniuge del sindaco di Bolognano, entrambi incompatibili, secondo la norma avrebbe dovuto diffidare il cda e impedire che si procedesse a convocare una assemblea con un O.d.g. illegittimo anche mediante il commissariamento del cda».

 

ACA - Nota Caputi Del 19.7