SERVIZIO IDRICO

Acqua e Piano d’ambito Chietino, arrivano ricorso al Tar e centinaia di diffide

Mai eliminato dalle bollette il 7% di profitto garantito

Redazione PdN

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Acqua e Piano d’ambito Chietino, arrivano ricorso al Tar e centinaia di diffide
LANCIANO. I tempi erano in scadenza ma loro non si sono fatti scappare questa opportunità.

Come preannunciato diversi mesi fa, già all’indomani dell’approvazione del nuovo Piano d’Ambito dell’Ato chietino, infatti, i comitati referendari per l’Acqua Bene Comune della provincia di Chieti e il Wwf hanno presentato il ricorso al Tar contro la delibera di approvazione del Piano stesso.
Il ricorso verte sulla mancata applicazione delle procedure di Vas (Valutazione Ambientale Strategica) e di Vinca (Valutazione di Incidenza Ambientale), che invece sono previste in maniera stringente sia dalla normativa europea che da quella nazionale, per ogni Piano o Programma che abbia un certo impatto sull’ambiente e che incida su siti di interesse comunitario.
«Abbiamo cercato», spiegano dal Wwf, «nei mesi scorsi un dialogo con i sindaci, che portasse, anche se in fase di post-approvazione e a saldi invariati (ovvero mantenendo intatta la previsione di investimenti del nuovo Piano), all’applicazione delle norme. Alcuni sindaci, con in testa il Sindaco di Lanciano Pupillo, avevano dimostrato un’apertura in tal senso. Purtroppo non si è riusciti a concretizzare, all’interno dell’intera assemblea dell’ASSI, un formale indirizzo nei confronti della Regione e del Commissario Unico Straordinario, Pierluigi Caputi».

Pertanto all’ultima scadenza utile per poter fare ricorso, i comitati hanno deciso di procedere proprio contro l’atto promulgato dallo stesso Caputi, visto che la competenza in materia è diventata regionale, con la nuova legge regionale n.9 del 2011.
Ma i Comitati non si fermano qui e prosegue quindi anche la campagna di obbedienza civile con cui si stanno raccogliendo le diffide contro il gestore del servizio, nel caso specifico la Sasi, per aver mantenuto nelle bollette dei cittadini la quota di remunerazione del capitale (il famoso 7% di profitto garantito), nonostante il referendum ne avesse sancito l’eliminazione.
Il primo pacco di un centinaio di diffide, raccolte attraverso banchetti e “porta a porta”, verranno consegnate nei prossimi giorni alla Sasi, all’Ato e ai rispettivi Comuni di residenza. Ma la campagna e la raccolta dei reclami proseguirà fin quando non si deciderà di rispettare il voto referendario e non si escludono azioni legali più forti.
Nel frattempo continuano i disagi sul servizio idrico che i cittadini di questo territorio stanno vivendo sulle proprie spalle senza continuità di sosta da questo inverno: prima fu la neve e il “congelamento delle sorgenti”, adesso il caldo, la siccità e l’aumento dei consumi.
Il risultato non cambia e interi quartieri di Lanciano, come moltissimi comuni dell’interno e del vastese, continuano a subire interruzioni nell’erogazione giornaliera dell’acqua senza un’efficace razionalizzazione della risorsa.