SANITA'

La Cisl a D’Amario: «stop alle posizioni organizzative, dobbiamo confrontarci»

Le vecchie posizioni sono superate sia come numero che come area di intervento

Redazione PdN

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Davide Farina

Davide Farina

PESCARA. La Cisl Fp di Pescara chiede al manager Claudio D’Amario di «astenersi dall’attribuzione delle posizioni organizzative libere o che si rendessero tali in questo periodo».

Si tratta cioè di rinviare a dopo la contrattazione sindacale l’assegnazione di incarichi di coordinamento di aree ben definite del comparto sanità, affidati al personale amministrativo, agli infermieri ed ai tecnici e non alla dirigenza, cioè ai medici. Queste “posizioni organizzative”, tra l’altro, fruttano ogni anno un incremento di stipendio che può andare dai 6 mila ai 12 mila euro. «Gli emolumenti erogati dalla Asl per questi incarichi – ricorda Davide Farina, segreteria provinciale Cisl Fp – provengono da fondi economici destinati a retribuire anche altri istituti contrattuali che interessano tutti i dipendenti e quindi debbono essere sottoposti alla contrattazione sindacale».
 Secondo la Cisl, le 41 posizioni organizzative che non sono state ancora pagate dalla Asl – sulle quali peraltro la Cisl non era completamente d’accordo – risalgono addirittura all’epoca dell’ex manager Angelo Cordone, quando la Asl era organizzata in modo completamente diverso e “più ridondante.” Dopo i tagli recenti, con la nuova fisionomia della Asl pescarese (come da Atto aziendale) ci sono stati ridimensionamenti delle unità operative semplici e complesse, per cui le vecchie posizioni organizzative sono superate sia come numero che come area di intervento.
«Per questo – chiede Farina a nome della Cisl Fp – è necessario che la Asl apra un confronto con i sindacati per armonizzare questi incarichi con gli obiettivi dell’Atto aziendale, attivando processi di delega delle responsabilità gestionali e professionali e graduandole economicamente in relazione alle specifiche competenze».
 Come dire: incarichi assegnati per merito e dopo una contrattazione sindacale e non per simpatia. In realtà il problema “posizioni organizzative”, cioè un consistente aumento di stipendio, agita anche la Asl di Chieti, con una complicazione in più dovuta all’unificazione delle due Asl pre-esistenti. In quella di Lanciano-Vasto il precedente manager Michele Caporossi aveva messo a concorso questi contratti con valenza triennale e con una verifica finale. A Chieti invece il dg Mario Maresca aveva firmato incarichi diretti poco prima di essere sostituito. E così oggi convivono due diversi “posizioni”, peraltro mai controllate entrambe. E qualcuno preme perché i due sistemi siano unificati con un concorso unico, anche per evitare che la nomina si presti ad operazioni del tipo “tu mi nomini ed io non protesto”, come sembra essere capitato dopo le nomine di Maresca quando si sono quasi azzerati i comunicati sindacali di contestazione della gestione Asl. Di questo nuovo metodo per assegnare le posizioni organizzative si parlerà nella prossima Rsu della Asl di Chieti, quando al manager sarà chiesto di concertare le nomine, visto che si tratta di soldi del comparto.

Sebastiano Calella