RICONOSCIMENTO

Omicidio Rigante, i testimoni riconoscono Ciarelli e gli altri presunti complici

Si è svolto oggi l’incidente probatorio che cristallizza testimonianze e riconoscimenti

Redazione PdN

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La casa del delitto

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PESCARA. Sono loro. Per ben otto volte altrettanti testimoni hanno riconosciuto Massimo Ciarelli e gli altri 4 complici accusati dell’omicidio di Domenico Rigante, l’ultrà ammazzato con un colpo di pistola la sera del primo maggio in via Polacchi a Pescara.

L'incidente probatorio, che si è svolto in questua, è stato richiesto dal pm Salvatore Campochiaro per cristallizzare le testimonianze e farle entrare direttamente nel processo.
Dietro un vetro oscurato, in modo da proteggere i testimoni, sono sfilati Massimo Ciarelli, i tre cugini Luigi, Angelo e Antonio e il nipote Domenico Ciarelli.
Dopo circa due ore dall'inizio dell'incidente probatorio il primo ad uscire dalla questura è stato l'avvocato Franco Metta, legale di Massimo Ciarelli, che ha confermato il riconoscimento.
«Ci sono state otto ricognizioni da parte di altrettanti testimoni - ha detto l'avvocato ai giornalisti - che hanno collocato Massimo Ciarelli il primo maggio in via Polacchi».
«Il mio cliente è stato riconosciuto», ha confermato anche l'avvocato Giancarlo De Marco, legale di Domenico Ciarelli ma ha anche criticato il meccanismo dell’incidente probatorio per il fatto che il riconoscimento è avvenuto dopo settimane in cui si è parlato del delitto e le foto degli indagati sono comparse sui giornali.
«Le foto sui giornali ed in tv», ha detto, «possono aver influenzato alcuni testimoni, e non è un caso che una testimone pur riconoscendolo ha aggiunto che lo stesso riconoscimento era stato facilitato perché aveva visto la foto di Domenico sui giornali».
L'avvocato De Marco ha poi detto ai giornalisti che precedentemente Massimo Ciarelli era stato riconosciuto dai testimoni come la persona che era stata vista la sera del primo Maggio all'interno dell'abitazione di Via Polacchi.
L'avvocato dei tre fratelli Luigi, Antonio e Angelo Ciarelli, Ruggero Romanazzi, all'uscita dalla Questura ha però fatto delle precisazioni: «C'é stato qualche riconoscimento, ma tutti i testimoni hanno anche affermato di avere rivisto le facce degli indagati, così come sui giornali e in televisione. I miei tre assistiti sono stati riconosciuti, anche se con delle contraddizioni. Questo riconoscimento - ha detto ancora il legale dei fratelli Ciarelli - lascia per noi il tempo che trova. Per noi non era necessario che il Pubblico Ministero facesse fare questo incidente probatorio, ma prendiamo atto di quello che è accaduto oggi e andiamo avanti».

L'avvocato difensore di Luigi, Antonio e Angelo Ciarelli ha poi aggiunto: «Non sappiamo al momento se ci sarà un processo ordinario o con rito abbreviato. Il processo servirà a chiarire le diverse responsabilità degli indagati. L'unico dato certo è la morte di Domenico Rigante».
Il legale della famiglia Rigante, Fiastra Ranieri, è stato l'ultimo a lasciare la Questura. Sull'incidente probatorio svoltosi dinanzi al gip Maria Michela Di Fine e il pm Salvatore Campochiaro, oltre che al capo della Mobile Pierfrancesco Muriana, si è così espresso è stato chiaro: «Sono stato presente a tutti i riconoscimenti e posso dire che tutti i testimoni (otto persone) hanno riconosciuto gli indagati. E questo già prima dell'incidente probatorio odierno».
«Le foto apparse sui giornali e nelle televisioni», ha aggiunto il legale della famiglia, «nei giorni seguenti l'omicidio non hanno assolutamente inquinato le prove. Nessuno dei testimoni ha avuto mai dubbi e questo anche prima di questa mattina quando ci sono stati ventuno riconoscimenti».

All'esterno della Questura di Pescara c'era anche Pasquale Rigante, il padre di Domenico: «Mi sono trovato di fronte per la prima volta queste persone. E' stato molto duro, ma lo dovevo a mio figlio. I riconoscimenti dei testimoni rappresentano una ulteriore prova nei confronti di queste cinque persone. Purtroppo - ha proseguito Pasquale Rigante - ho avuto anche conferma di quelle voci circolate dopo la morte di Domenico e su quello che sarebbe accaduto i quei minuti con mio figlio a terra».
Pasquale Rigante ha raccontato poi un particolare sul riconoscimento effettuato questa mattina dai testimoni: «Sono stati riconosciuti anche i due gemelli Ciarelli (due dei tre fratelli) e questa è una cosa importante. Chi ha sbagliato deve pagare, ma deve pagare veramente».