CONFLITTI E INTERESSI

Autobus per Ironman. Russo ammette: «ho sbagliato»

Il presidente della Gtm ascoltato ieri in Commissione vigilanza

Redazione PdN

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Michele Russo

Michele Russo

PESCARA. «Il presidente Russo ha semplicemente ammesso di aver sbagliato, visto che non esistono atti tipici tra Comune e Gtm e tra Gtm e Wecan s.r.l., precisando di aver già saldato i conti del servizio con la sua società privata».

E’ quanto accaduto ieri mattina in Commissione vigilanza dove il presidente della Gtm e titolare della WeCan (organizzatrice di Ironman) è stato convocato per far luce su quanto accaduto in occasione del grande evento sportivo di inizio giugno. In quella occasione, infatti, gli autobus della Gtm sono stati utilizzati per trasportare gli atleti. Russo aveva spiegato che era stato il Comune a richiederli e a farsi carico dei costi scalando i chilometri da un pacchetto già pagato avanzato nel post emergenza neve.
Poi, smentito dall’amministrazione pubblica, è stato costretto a fare marcia indietro e saldare il conto di tasca propria. I soldi della We Can (che gestisce) sono così finiti nelle casse della Gtm (che presiede). In mezzo la solita mancanza di trasparenza che ha reso il percorso verso l’accertamento della verità difficile e complicato.
Quello che è accaduto ieri in Commissione lo rivela il consigliere del Pd Antonio Blasioli. Grandi assenti, pure convocati, l’assessore allo Sport Nicola Ricotta (che ha mandato una giustificazione scritta) e il vice sindaco nonché assessore alla Viabilità Berardino Fiorilli (senza giustificazione).

«NESSUN ACCORDO CON COMUNE»
Presente, dunque, il solo Michele Russo nella veste di presidente della Gtm, che si è dimostrato «molto disponibile», ammette Blasioli, nello spiegare l'importanza della manifestazione di Ironman. Alla richiesta di conoscere le procedure adottate con il Comune di Pescara e la Gtm Russo ha tenuto a precisare che nella giornata di venerdì (quando uscirono gli autobus per la manifestazione) telefonò personalmente al vice sindaco Fiorilli per chiedere che il Comune si facesse carico dei due autobus con la compensazione dei chilometri non percorsi per la neve del febbraio 2012 e che nel pomeriggio inviò il fax al Comune come Gtm.
Lo stesso presidente Russo ha anche precisato, con una vena di ironia, che forse il centrodestra pescarese non ha voluto coprire questo ritardo per le voci di una sua possibile candidatura a sindaco, ma al termine ha finito per confermare che l'amministrazione comunale di Pescara non si è voluta accollare la copertura di questi costi.
«Alla richiesta degli atti formali richiesti da me», racconta Blasioli, «Russo ha semplicemente ammesso di aver sbagliato, visto che non esistono atti tipici tra Comune e Gtm e tra Gtm e Wecan s.r.l.». In più ha precisato di aver già saldato i conti del servizio con la sua società privata.

MA NEL 2011?
Più problematica invece la situazione relativa all'anno 2011. Anche per il primo Ironman uscirono degli autobus ed anche allora il Comune non si caricò il servizio. Pure nel 2011 mancarono atti tipici, determine o delibere, ma in quel caso, lo ha riferito Russo, la Wecan s.r.l. non pagò il servizio perché è nelle prerogative della Gtm poter fornire servizi gratuitamente per eventi di risonanza pubblica. «Anche in quel caso mancò ogni trasparenza», ha denunciato Blasioli.
A domanda del consigliere del Pd Russo ha precisato che nessun atto venne fatto nel 2011 per evidenziare la volontà di Gtm di imputare questo servizio alla prerogativa della Gtm di fornire un servizio per un evento di risonanza pubblica. Se questo è vero, resta da capire perché quest’anno non si sia proceduti seguendo la stessa strada del 2011. Il presidente Russo ha infine garantito che evaderà la richiesta di copia degli atti del consigliere Blasioli sia per Ironman 2011 che per l'edizione 2012.

LA TRASPARENZA E’ UN OPTIONAL
«Resta il rammarico che tra Comune di Pescara e GTM – sottolinea Blasioli – la trasparenza sia un optional. La cosa pubblica viene utilizzata a carico della collettività senza atti, richieste e autorizzazioni. C’è una commistione, poi, tra pubblico e privato indegna di un paese civile, a discapito di tutte le altre aziende e società dirette da chi non ha la fortuna di poter godere di simili privilegi. Questo è il vero nodo: la questione morale di cui si parla tanto e che è stata uno dei cavalli di battaglia del centrodestra alle passate elezioni».