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Ortona, la Regione ha fretta di vendere immobile che ha perso valore

Si tratta di un magazzino ex Cofa in disuso

Redazione PdN

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Ortona, la Regione ha fretta di vendere immobile che ha perso valore
ORTONA. Non c’è due senza tre. La Regione non molla e propone in vendita per la terza volta il magazzino ex Cofa di Ortona, stavolta con trattativa privata.

Lo dice la delibera di Giunta regionale del 4 giugno scorso. La struttura che la Regione non ha venduto quando ancora  integra oggi ha perso valore «e versa in condizioni scadenti», come recita una relazione tecnica. L’immobile rientra tra quelli che la Regione può vendere ai fini del risanamento del piano sanitario regionale.
Si tratta di un capannone industriale ex Cofa di Ortona  in località villa Torre destinata ad aziende di trasformazione di prodotti agricoli e piccolo artigianato, di superficie di 786 mq acquisita dall’Ente nel 2001. Dopo essere stata affidata in locazione alla ditta Riflessi srl di Ortona in virtù di un  contratto sottoscritto con l’ex proprietario in data 2 febbraio 1990 l’immobile è stato riconsegnato il 20 aprile 2010 e da allora risulta inutilizzato.

TENTATIVI  FALLITI
La Regione ha provato a vendere la struttura dal 2008. Il 12 febbraio per la precisione ha indetto un’asta pubblica (andata deserta) per la vendita di quattro immobili tra cui anche il capannone per il valore di 347.700 euro. Anche l’asta del 28 aprile 2011 in cui l’edificio aveva perso di valore passando a 290.700 euro si è risolta in un nulla di fatto.
Oggi, invece, la struttura dal valore di 230.00 euro è oggetto di richieste di sopralluoghi e di offerte di  locazione con opzione acquisto e per questo  la Regione ha dato mandato alla direzione Risorse Umane e strumentali di pubblicare sul Bura un avviso di vendita.

STRUTTURA SCADENTE
Chi acquisterà il capannone dovrà fare i conti con una struttura che non è più quella di una volta.
Nella relazione  tecnica della Regione a firma del dirigente Pierfranco Colangeli si legge «che  i locali ed i  servizi sono inutilizzabili; non sono presenti accessori ed impianti funzionanti, la pavimentazione presenta distacchi ed ammaloramenti (questa problematica non è stata rilevata nella precedente valutazione perché gli scaffali ed i macchinari impedivano di vedere lan situazione); l’area esterna presenta erba e cespugli nati spontaneamente e le utenze sono tutte staccate».
Insomma, una bella gatta da pelare per chi vorrà rimettere in sesto il capanno.

m.b.