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UdA, le elezioni nei nuovi Dipartimenti a rischio

Rischio ricorsi se non vota il personale assegnato

Redazione PdN

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Del Vecchio

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CHIETI. C’è un ingorgo normativo per l’elezione dei direttori dei nuovi Dipartimenti della d’Annunzio, le nuove strutture didattiche che sostituiscono le facoltà: il rischio è che al voto non partecipi il personale che ne ha titolo, in quanto l’assegnazione dei dipendenti ai singoli dipartimenti non è stata ancora decisa e lo sarà soltanto entro la fine di luglio.

Quindi sono a rischio annullamento - in caso di ricorso - le designazioni dei direttori fin qui decise senza l’apporto elettorale dei dipendenti o quelle che saranno frutto di elezioni in cui il personale che vota non è quello del nuovo Dipartimento. Su questa criticità i sindacati avevano già scritto una lettera ufficiale al direttore generale dell’UdA che però in una comunicazione ufficiale del 31 maggio aveva proposto una sua interpretazione dell’itinerario normativo previsto dallo Statuto. In pratica il dg cercava di salvare la sequenza temporale dei passaggi previsti per la costituzione dei Dipartimenti, resa difficile a causa di una svista degli estensori del nuovo Statuto che avevano ipotizzato una sequenza di adempimenti (costituzione, assegnazione del personale e dei docenti, elezioni) come se il tutto si svolgesse in un giorno solo. E la proposta del dg Filippo Del Vecchio era quella di mantenere - dove possibile - i direttori eletti anche senza l’apporto del personale. Il che fa storcere la bocca a più di un giurista, in quanto il diritto al voto non si contratta né si risolve con alchimie interpretative. Tra l’altro Antonio Pellegrini, Cisl, ha fatto notare come nello Statuto ci sia anche un refuso, riportato anche nella lettera del dg, in quanto nella norma transitoria dell’art. 81 si cita l’art. 41 dello Statuto (che è quello della vecchia stesura) e non l’art. 40 (stesura definitiva) dove si parla della costituzione dei Dipartimenti. E per Pellegrini «il diritto di rappresentanza del personale non si tocca e non si debbono accettare anomalie, pena la possibilità di ricorsi».

Più realista l’interpretazione di Piero De Bonis, Cgil: «E’ vero che i Dipartimenti di nuova costituzione non hanno ancora ricevuto l’assegnazione del personale non docente e, quindi, nel caso in cui l’elezione del Direttore sia stata fatta senza i rappresentanti di questa componente, potrebbero essere soggetti a ricorso con il rischio di invalidarne l’elezione. Ma il dg ha inviato a tutti una direttiva con la quale faceva rilevare l’incongruenza delle previsioni statutarie e rimetteva alla valutazione delle singole strutture l’opportunità o meno di eleggere i rappresentanti del personale prima del direttore. In effetti l’unica struttura dove sembra si sia verificata l’elezione del direttore senza il concorso dei rappresentanti del personale tecnico ed amministrativo è quella dell’ex dipartimento di Studi comparati, mentre nelle altre che hanno già provveduto alla elezione del direttore, il personale anche in attesa di una definitiva assegnazione (che al 99,9% dei casi rispecchierà l’assegnazione attuale), ha eletto i suoi rappresentanti e partecipato all’elezione del direttore di Dipartimento».
Sebastiano Calella

I nuovi dipartimenti della d’Annunzio:
 Architettura      
Lettere, Arti e Scienze Sociali      
Ingegneria e Geologia      
Economia Aziendale      
Scienze Giuridiche e Sociali      
Scienze Psicologiche, Umanistiche e del Territorio      
Farmacia      
Neuroscienze e Imaging      
Scienze Economiche-Quantitative e Filosofico-Educative      
Medicina e Scienze dell’Invecchiamento      
Economia      
Scienze Sperimentali e Cliniche      
Scienze Mediche, Orali e Biotecnologie      
Lingue, Letterature e Culture Moderne     


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