RIFIUTI

Piano di Sacco: «Florindi poco chiaro sul rigasificatore»

Il sindaco di Elice lancia una proposta di variante

Redazione PdN

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L'incendio di Terra Verde

L'incendio di Terra Verde

CITTA’ SANT’ANGELO. «Non prende posizione il sindaco di Città Sant’Angelo Gabriele Florindi sulla proposta della ditta Terra Verde di realizzare un rigassificatore in località Piano di Sacco».

Lo dice il sindaco di Elice presente tra i tanti alla seduta consiliare di ieri con oggetto proprio la discussione del progetto.
Durante l’incontro, secondo quanto ha raccontato il sindaco di Elice, Gianfranco De Massis, Florindi, più volte incoraggiato a pronunciarsi davanti a tutti, «non ha preso la parola assumendo una posizione ambigua e poco chiara; non si è espresso esplicitamente mentre gli altri esponenti si sono tutti pronunciati contro l’iniziativa Terra Verde».
Lo stesso atteggiamento «ambiguo» che il sindaco di Città Sant’Angelo ha usato verso il piano provinciale sui rifiuti di Pescara che individuava piano di Sacco come possibile sede per la realizzazione di un impianto di rifiuti. All’inizio il primo cittadino ha avversato l’idea salvo poi diventarne un sostenitore.
De Massis non è stato tenero con i primo cittadino del territorio confinante ed ha proposto al Comune di Città Sant’Angelo una variante urbanistica della zona industriale di Piano di Sacco per salvare un luogo votato all’agricoltura da progetti di discarica.
Il problema è sempre lo stesso: a una parte spinte che provengono da aziende e ditte che intendono costruire impianti più o meno salubri, più o meno necesssari e dall'altra cittadini e comitati che illustrano la injopportunità delle iniziative sia perchè cambierebbero per sempre il volto del territorio sia perchè bisognerebbe fare a meno della vocazione di sempre: l'agricoltura.
Il rigassificatore che dai rifiuti produrrà 35mila tonnellate annue di combustibile solido di cui 10mila tonnellate l'anno verranno usate in loco per produrre energia elettrica tramite gassificazione ha già incassato l’ok della Regione. Contro l’autorizzazione si è schierato il Wwf che ha ricordato che l'area scelta per l'impianto è stata coinvolta dal vasto incendio di rifiuti, proprio nella ditta Terra Verde.
Nel corso dell’incontro, ieri, non sono mancate polemiche da parte dell’associazione Ripa Mare che ha contestato all’amministrazione di Collecorvino le trattative in corso per una discarica che dovrebbe sorgere proprio in quel comune.