LA DENUNCIA

Rinvio per il cimitero di Chieti scalo. E il sindaco va in Procura

Di Primio solo a guidare un gruppo sempre più sfrangiato

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2920

Cantiere con i picchetti

Cantiere con i picchetti

CHIETI. Questa mattina Umberto Di Primio, sindaco di Chieti, ha fatto una breve sosta alla Procura della Repubblica di Chieti prima di muoversi alla volta de L’Aquila.

Nel capoluogo è infatti prevista la festa della GdF con la presenza dei presidenti Napolitano e Monti. Di Primio si è fermato giusto il tempo di depositare una memoria sull’ennesimo rinvio della variante urbanistica per il cimitero in via Strada ombrosa, a Chieti scalo.
Il primo cittadino lo aveva minacciato ieri, quando il Consiglio comunale è stato sciolto per mancanza del numero legale («per colpa del centrodestra», commenta il sindaco) e quindi non ha potuto affrontare questo spinoso problema della variante urbanistica.
L’argomento cimitero così è saltato, salvo essere riproposto nel Consiglio comunale subito convocato per domani. Quello che ha fatto imbufalire il sindaco, che alla fine è scattato ed ha preannunciato la sua visita in Procura, non è stata tanto l’assenza di molti consiglieri di maggioranza (Carla Di Biase, Fabrizio Di Stefano, Antonio Di Fabrizio, Diego Costantini e Palmerino Di Renzo) «quanto il fatto che qualcuno si è allontanato proprio per far mancare il numero legale. Questo comportamento – spiega Di Primio - non è il primo atto di indisciplina su questo argomento. E la cosa non può rimanere senza seguito».
«A tutela dei diritti pubblici di tutti i cittadini che rappresento in forza della carica di sindaco» – così comincia il documento destinato alla Procura - il sindaco informerà che qualcuno si mette di traverso alla realizzazione di quest’opera pubblica che interessa tutta la comunità. Secondo Di Primio «si tratta di un progetto del tutto in regola, checché ne dicano gli oppositori. L’amministrazione ha presentato tutti i documenti necessari e non si capisce perché certi consiglieri di maggioranza abbiano preso questo atteggiamento di contestazione. Capisco il singolo cittadino che si oppone legittimamente alla realizzazione dell’opera sul suo terreno, ma a lui abbiamo rilasciato anche il permesso di costruire con alcune prescrizioni. Inoltre prima del Consiglio ci sono state numerose commissioni sull’argomento, poi abbiamo dovuto discutere prima la gestione della piscina, poi quando si è trattato del cimitero, non c’è stato il numero legale per l’assenza della maggioranza. Diciamo che sono stufo di questo metodo, anche l’assessore Mario Colantonio ha minacciato le dimissioni: dopo tanto lavoro, si rischia di mandare tutto a monte. Ci serve la Procura. Non ho dubbi».

Ieri mattina, a caldo, subito dopo lo scioglimento del Consiglio, si parlava di crisi dell’amministrazione comunale. Subito i capigruppo di opposizione hanno tenuto una conferenza stampa ed hanno ribadito lo sconcerto per questo comportamento della maggioranza pronta a liquefarsi appena si affronta qualche problema più complesso.
Insomma l’impressione è che Di Primio sia stato lasciato solo a guidare un gruppo sempre più sfrangiato e senza disciplina. In realtà le opposizioni avevano ottenuto l’inversione dell’odg per discutere alla fine l’argomento cimitero (le tecniche dei Consiglio per stancare gli avversari), ma non ce n’è stato bisogno: ci ha pensato la maggioranza di centrodestra a farsi male da sola. In realtà la vicenda di questo nuovo cimitero è più complessa e per alcuni aspetti un pò più oscura di quanto appaia dalle dichiarazioni del sindaco. Infatti non tutti i consiglieri della sua maggioranza concordano con la sua tesi del «tutto in ordine e tutti i passaggi della pratica sono in regola» e l’opposizione promette battaglia anche nel Consiglio di domani. Né è bastato a rassicurare gli scettici che la presenza di acqua a poca profondità non è di ostacolo alla localizzazione del cimitero. In effetti la delibera comunale riporta che la relazione geologica è stata inviata alla Regione, ma dalla Regione non è venuto nessun ok. C’è poi la questione “permesso di costruire” che è stato rilasciato per una casa colonica proprio nel mezzo del terreno destinato al Cimitero. La ditta interessata ha ritirato alle 17 di martedì la concessione edilizia con prescrizioni da ottemperare prima dell’apertura del cantiere, quasi dei paletti per ritardare l’inizio dei lavori e consentire così l’approvazione della variante urbanistica che avrebbe complicato e non poco l’apertura del cantiere. Invece la ditta ha già iniziato i lavori proprio ieri, mente il Consiglio di scioglieva. Infatti alle 21,15 – sempre di martedì - è riuscita a sottoscrivere un atto notarile con cui si è assoggettata alle prescrizioni e ieri mattina l’ha subito comunicato al Comune, iniziando a picchettare la zona interessata alla costruzione. Infine l’ultima beffa per il centrodestra: il notaio del rogito notturno è Corrado Pastore, dello studio notarile del senatore Andrea Pastore, uno dei notabili del Pdl. Ora si pone il problema di realizzare un cimitero dove lo stesso Comune ha autorizzato la costruzione di una casa e in una zona dove i cittadini sono contrari. Il dato politico però è un altro: si deve capire se è solo un problema di cimitero o se questa scelta non condivisa sarà la tomba della maggioranza. 


Sebastiano Calella