IL CASO

Morro D’Oro «una palestra che invade il campo sportivo»

Il gruppo consiliare Progressisti per Morro D’Oro propone un’alternativa

Redazione PdN

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Morro D’Oro «una palestra che invade il campo sportivo»
MORRO D’ORO. «Occuperà parte dello spazio dedicato al campo sportivo polivalente, sorgerà a ridosso di un’area verde ed offrirà attività sportive poco richieste».

Lo dice il gruppo consiliare Progressisti per Morro D’Oro a proposito della nuova palestra comunale. Il progetto originario secondo uno studio di fattibilità del 2008/2009 prevedeva la realizzazione di una struttura ad uso scolastico immediatamente fruibile dal costo di 360.000 euro.
Oggi, le cose sono cambiate rispetto ai piani iniziali, come dice il gruppo consiliare.
In particolare il nuovo progetto di 400.000 euro prevede la realizzazione parziale (ovvero solo la struttura con gettata di cemento come pavimento, senza servizi interni e senza attrezzatura alcuna) di una palestra sportiva destinata ad ospitare impianti regolamentari (inutilizzabili per ovvi motivi dai bambini di scuola materna e prime tre classi della primaria ospitate nel plesso scolastico), di basket e/o pallavolo, attività non richieste sul territorio tanto quanto l’atletica leggera.
Uno dei problemi più importanti secondo il gruppo riguarda la posizione della struttura «che dovrebbe invadere l’attuale campetto polivalente di Pagliare, adiacente alla scuola primaria determinandone il dimezzamento. Il campo polivalente ospita eventi, spettacoli, gare sportive, rappresentazioni teatrali, giochi e feste popolari, rappresenta il punto di riferimento dei ragazzi e non solo. Ed una scelta simile potrebbe trasformare il campo sportivo in un campetto di calcio striminzito».
In alternativa, secondo il gruppo, «si potrebbe realizzare l’opera in altra posizione (ad esempio il lato opposto a quello scelto dall’amministrazione sicuramente più idoneo dal punto di vista dell’accessibilità e dell’utilizzo)».
Tra gli aspetti che non convincono il gruppo consiliare c’è infine l’ubicazione indicata (incastrata tra pista ciclopedonale e scuola) che preclude le possibilità di realizzazione di parcheggi dedicati, vie di fuga e sistemi antincendio e di sicurezza adeguati. Dubbi che si fanno ancor più concreti, dice il gruppo, «se si considera che l’imponente altezza del manufatto (oltre 9 mt) risulterebbe di notevole impatto nel contesto urbanistico-ambientale locale, caratterizzato essenzialmente da residenzialità con costruzioni non elevate a ridosso di area verde pubblica attrezzata (parco Che Guevara) ed edificio scolastico anche esso con unico livello fuori terra».