TRASPARENZA

Asl Teramo, incarico prorogato e oscurato

La trasparenza sanitaria ai tempi di Varrassi in un esempio portato alla luce da D’Alessandro (Idv)

Redazione PdN

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Il manager Asl Giustino Varrassi

Il manager Asl Giustino Varrassi

TERAMO. Un contratto di proroga con date, numeri e costi oscurati. E’ il concetto di “trasparenza amministrativa” della Asl di Teramo. La denuncia parte dal vice capogruppo regionale dell’Idv Cesare D’Alessandro che fa riferimento ad una delibera aziendale del primo giugno pubblicata sull’albo pretorio della Asl.

L’azienda sanitaria ha rinnovato il contratto per prestazioni di radiologia diagnostica ed ecocolordoppler con la Radiosanit srl di Roseto degli Abruzzi. Il primo contratto con la Radiosanit risale al 13 marzo del 2012 fino al 15 maggio 2012 e prevede la fornitura da parte della società di strumenti di diagnostica avanzata. Il motivo per cui la Asl ha chiesto il servizio è dovuto alla riduzione dei tempi d’attesa per le prestazioni specializzate.
La scelta dell’azienda ospedaliera è ricaduta sulla Radiosanit «visto che sul territorio provinciale della Asl di Teramo essa è l’unica struttura specialistica ambulatoriale autorizzata e provvisoriamente accreditata», si legge nella delibera.
Ma la proroga, come osserva D’Alessandro, presenta qualche aspetto poco chiaro. In particolare, il numero delle prestazioni, il periodo entro il quale tali prestazioni devono essere effettuate, il costo totale del contratto sono resi illeggibili.
Infatti, si vede nel documento, «la Asl di Teramo ha ritenuto opportuno ricorrere all’acquisto di ecocolordoppler per un numero (voce oscurata ndr) di strumenti aggiuntivi rispetto al contratto iniziale; il contratto di proroga rispetterà le stesse condizioni giuridico economiche del contratto originario per il periodo di (indicazione oscurata); la proroga avrà decorrenza a partire da (data coperte) e l’importo complessivo sarà di euro (voce cancellata)».

La scelta (quella dell’oscuramento) è riservata all’apposita copia per la pubblicazione online (come specificato nell’intestazione del documento). Non si sa dunque se il formato cartaceo presenti il testo integrale e privo di censure. Ad ogni modo, per l’esponente dell’Idv, si tratta di un fatto grave.
«Giustino Varrassi (direttore generale della Asl)», dice, «ha inventato ed inaugurato un nuovo metodo di trasparenza nella pubblicazione degli atti amministrativi. E le voci oscurate restano di esclusiva conoscenza del direttore generale e di suoi pochi intimi, mentre ai cittadini viene negato il diritto all’informazione da una mano che annerisce. Va bene che l’Italia è un paese pieno di segreti, di consorterie, di circoli esclusivi, ma il presidente Chiodi quando ha nominato Varrassi come direttore generale della Asl, glielo ha detto che non può fare quello che gli pare?».
m.b.