L'INCHIESTA

Fondi Fas, indagato il super dirigente Taraborrelli

Sotto accusa gli affidamenti diretti per gli incarichi di progettazione ad un gruppo di lavoro

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2735

Fondi Fas, indagato il super dirigente Taraborrelli
MONTESILVANO. Una storia semplice e nemmeno tanto originale. Una accusa precisa che riguarda la scelta di alcuni professionisti nell’ambito della gestione dei fondi Fas per 200mila euro.

Il superdirigente Bellafronte Taraborrelli, all’epoca dei fatti contestati, era il 2008, fu chiamato come dirigente del Comune di Montesilvano dall’ex sindaco Pasquale Cordoma.
Già il suo arrivo fu tempestato da polemiche e denunce poiché il primo cittadino scalzò il dirigente che già c’era, Costantino Di Donato, dando l’avvio ad una delle inchieste del periodo Cordoma.
Taraborrelli risulta oggi indagato in una inchiesta di qualche anno fa della squadra Mobile di Pescara che non si è ancora definita.
Una inchiesta basata sulle carte e su alcune testimonianze chiave che parlano di una scelta diretta di alcuni professionisti che sarebbero stati chiamati direttamente eludendo l’evidenza pubblica.
Grazie ai fondi Fas, soldi per le aree sottoutilizzate, (di cui il Comune di Montesilvano era capofila insieme a Pineto per la costituzione della “macroarea”) Taraborrelli decise di creare un gruppo di lavoro per la realizzazione del piano strategico.
Secondo gli investigatori, però, si sarebbe utilizzato quello che chiamano “escamotage” per evitare di fare un bando pubblico per la scelta dei professionisti. In realtà si sarebbe tenuta una gara ufficiosa tra cinque professionisti ma per la procura la procedura non sarebbe stata regolare e di fatto i tecnici sarebbero stati scelti prima della gara stessa che sarebbe servita solo come giustificazione.
Con la determina n. 83 dell’8.11.2007 Taraborrelli approvava gli atti per l’Avviso pubblico per l’affidamento degli incarichi sotto soglia dei 100.000 euro. Viene così creata una lista di architetti e ingegneri,che propongono il loro curriculum, tra questi anche il professore Roberto Mascarucci che poi sarà nominato coordinatore del gruppo di lavoro.


Con la Delibera Cipe vengono affidati 200mila euro di Fondi Fas più 16mila versati dal Comune di Montesilvano e 6 mila da quello di Pineto. Questo permette di costituire il gruppo di lavoro.
Taraborrelli ha così avviato prima una gara a cinque (poiché sotto la soglia dei 100.000 euro) per un importo di 90.000 euro per poi elargire altri incarichi, cinque in tutto, compresi gli economisti, ognuno dei quali per un importo di 15.000 euro.
Ma secondo gli investigatori proprio questa gara con invito risulterebbe condizionata.
Le indagini, anche attraverso testimonianze precise, hanno accertato che Taraborrelli aveva selezionato i quattro professionisti a cui affidare direttamente l’incarico per l’importo di 15.000 euro (Aldo Cilli, Lorenzo Martella, Maria Colleluori e Angelo Faieta), sconoscendo gli specifici compiti che i tecnici avrebbero dovuto espletare; tanto che, a tutti indistintamente, sul contratto sottoscritto, venivano riportate generiche prestazioni.
Insomma la procura è convinta che si trattasse proprio di un incarico di progettazione che aveva bisogno di una gara per cui sono stati spesi alla fine 138mila euro.
Dietro il meccanismo gli investigatori non hanno potuto non notare gli stretti legami tra i professionisti chiamati, la politica, la vicinanza dei protagonisti con il Pdl e lo stesso professore Mascarucci. Così in questa ennesima vicenda emersa dalle carte della procura emerge più la tensione dell’ente pubblico di affidare incarichi progettuali che raggiungere obiettivi reali e concreti. Soprattutto di interesse pubblico. A proposito che fine ha fatto la macroarea di Montesilvano-Pineto e tutti i buoni propositi di qualche anno fa?