L'INCHIESTA

Mascia indagato, al lavoro anche la commissione consiliare d’inchiesta

Il sindaco nei guai per una consulenza da 30 mila euro

Redazione PdN

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Mascia indagato, al lavoro anche la commissione consiliare d’inchiesta
PESCARA. La prima decisione all’unanimità è stata quella della segretezza come se non fosse stata proprio la stranissima chiusura e la mancanza di trasparenza l’origine di tutti i mali…

Ma così è: ieri si è insediata la commissione consiliare speciale d’inchiesta sull’assegnazione del titolo di Pescara città europea dello sport 2012. E’ stata istituita dopo che si è saputo che anche la magistratura sta indagando su presunte violazioni nella gestione del denaro pubblico e nell’affidamento di consulenze. Ma il malumore (che ha scatenato più esposti che poi hanno dato i via all’inchiesta) è nato da una serie di polemiche che ruotavano proprio intorno alla gestione del denaro, utilizzato come se fosse stato denaro privato. Nonostante le richieste di accesso agli atti, le domande e la volontà di capire, il comitato organizzatore, che poi è formato da amministratori pubblici, si è chiuso a riccio.
La riservatezza imposta a questa nuova commissione formata sempre dagli stessi amministratori e consiglieri pescaresi dovrà però soltanto valutare la correttezza formale della gestione e delle varie procedure. Insomma dovranno dire se “le carte stanno a posto”. Dopo l’apertura dell’inchiesta la maggioranza aveva chiesto di far lavorare tranquillamente gli inquirenti e fare a meno di una commissione d’inchiesta ma la minoranza ha detto no. Scena ben diversa da quella che si era vista nel 2009 quando la giunta D’Alfonso chiese di mettere da parte la commissione d’inchiesta sul calice di Toyo Ito proprio perché stava indagando anche la Procura. In quel caso l’opposizione di centrodestra seguì il passo della maggioranza. 


Oggi sono in pochi ad aspettarsi risultati eclatanti da questo lavoro di “indagine” su se stessi anche perché il clima ultimamente a palazzo di città non è dei migliori e forse per la prima volta dall’insediamento della Giunta Mascia si respira aria pesante. La paura dell’inchiesta è palpabile mentre continua la sfilata dei testimoni in Procura, sentiti anche più volte dalla polizia che sta indagando e dal magistrato Anna Rita Mantini. Il presidente della Provincia Guerino Testa nel secondo colloquio con il pm non è stato di grande aiuto e ha detto di non sapere nulla del contratto della consulente Barbara Briolini, che lui non c’era , che gli atti nemmeno vengono inviati in copia alla Provincia e che il suo ruolo è stato molto marginale anche se l’ente che presiede, così come il Comune, è componente del comitato organizzatore.
Per ora l’unico indagato è proprio il primo cittadino di Pescara, Luigi Albore Mascia, accusato di aver violato le norme sull’affidamento degli incarichi avendo chiamato direttamente la Briolini e pagandola circa 30mila euro (mentre la soglia era di 20mila). Un reato che potrebbe anche cadere se non sarà provata la volontà del sindaco di agevolare, premiare e avvantaggiare il consulente. Secondo alcuni l’inchiesta non fa paura e di fatto potrebbe già essersi arenata anche perché il sindaco ha già fornito la sua versione: «ho firmato cose preparate dai miei tecnici».


LA COMMISSIONE DI INCHIESTA
I componenti della commissione hanno eletto il presidente che è il consigliere Adelchi Sulpizio, mentre il suo vice è il consigliere comunale Vincenzo Di Noi. Entro due mesi si prevede di concludere il lavoro rimettendo una relazione sull’analisi svolta, relazione che potrà essere unica o anche duplice, una della minoranza e una della maggioranza.
Ad aprire la prima seduta è stato il presidente del Consiglio Roberto De Camillis che ha avviato la Commissione.
Il capogruppo Pdl Armando Foschi ha sottolineato subito la particolarità del lavoro che dovrà svolgere la Commissione, «esaminare la correttezza tecnico-procedurale delle spese sostenute per ottenere il titolo di Città Europea dello Sport, un esame che, sia chiaro, non attiene alle scelte politiche, ma, specificatamente, al rispetto delle norme e delle regole, un aspetto sul quale la maggioranza di centrodestra non ha alcun dubbio né sospetto».
La consegna del silenzio è massima: chi rivelerà dettagli del lavoro in corso di svolgimento, decadrà dalla carica di componente della Commissione. Martedì prossimo, 19 giugno, prossima riunione.
Qualcosa però sembra essere cambiato a Palazzo di città e a molti è tornato alla mente quella stagione in cui dopo i primi anni di assoluta tranquillità della prima era D’Alfonso iniziarono i sequestri in Comune, l’ansia e la ricerca di informazioni per capire. Fu quello il vero inizio della fine.