IL RITROVAMENTO

Trent'anni di furti nelle chiese: 200 oggetti sacri trovati a casa di un professore

Ritrovati anche oggetti spariti da Città Sant'Angelo

Redazione PdN

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Trent'anni di furti nelle chiese: 200 oggetti sacri trovati a casa di un professore
PESCARA. Sono stati recuperati a Roma, a casa di un collezionista, alcuni oggetti sacri rubati nel 2004 nella chiesa Collegiata di San Michele Arcangelo di Citta' Sant'Angelo.

I Carabinieri del Reparto Operativo Tutela Patrimonio Culturale hanno recuperato nei giorni scorsi a Roma, nell’ambito dell’operazione “Sacrilegium”, alcuni oggetti sacri rubati nel 2004 nella chiesa Collegiata di San Michele Arcangelo: una croce reliquiario d’altare in argento cesellato e sbalzato, due calici in argento cesellato, sbalzato e dorato e un secchiello per l’acqua benedetta, tutti del XVIII secolo.  
Sono stati rinvenuti nell’abitazione di un docente di storia dell’arte in pensione, che vive nel centro storico di Roma. C’erano in tutto oltre 200 beni, in prevalenza di natura sacra, risultati rubati dal 1977 in poi. I militari sono arrivati a lui a seguito di una attività investigativa che ha interessato tutto il centro-sud del Paese e ha coinvolto anche i Carabinieri della Stazione di Città Sant’Angelo.
Le indagini (che si sono svolte con metodi tradizionali, tramite appostamenti e pedinamenti) erano finalizzate a contrastare il traffico illecito di opere d’arte sottratte al patrimonio culturale ecclesiastico e sono partite dal mercato domenicale di Porta Portese, nelle primissime ore del mattino, quando tra i banchi in fase di allestimento si muovono collezionisti bramosi di accaparrarsi la prima scelta della merce in vendita, invogliati dai costi irrisori e non sempre intimoriti della provenienza dei beni. Concentrando l’attenzione su alcuni venditori, noti per pregresse vicende giudiziarie, i Carabinieri hanno individuato un assiduo frequentatore del mercato, acquirente di argenti sacri, libri antichi e marmi settecenteschi (che erano in realtà parti di altari napoletani completamente smontati). Gli oggetti acquistati dal pensionati “viaggiavano” a volte a bordo di taxi, altre volte gli venivano recapitati direttamente a casa dai venditori. 

TROVATI OLTRE 200 OGGETTI
L’abitazione dell’uomo è stata perquisita ed è stato lì che i militari hanno rinvenuto e sequestrato oltre 200 beni d’arte sacra, collocati ovunque. Per quantità e qualità questo “patrimonio” poteva far invidia a un ricco museo diocesano. La preziosa refurtiva, il cui valore commerciale è stato stimato in oltre un milione di euro, è composta in gran parte da argenti sacri (calici, crocifissi, reliquiari, ostensori, navicelle, candelabri, corone, aureole, di epoca compresa tra il XVI e il XIX secolo), dipinti del XVII e XVIII sec., statue di Santi, Madonne e putti, parti di altare in marmo, libri antichi del XVII sec., libri copti del XIII, XIV e XV sec., nonché reperti archeologici e marmi di età imperiale.
A conclusione degli accertamenti, svolti tramite la Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti del Comando TPC, ma anche grazie alla collaborazione dell’Ufficio Nazionale dei Beni Culturali Ecclesiastici della C.E.I., di alcuni Uffici Diocesani dei Beni Culturali e dei Comandi dell’Arma territorialmente competenti, gli oggetti sequestrati sono stati individuati come provento di 40 furti, consumati negli ultimi trent’anni (tra il 1977 e il 2007) in Chiese, Cattedrali, Seminari Vescovili, Conventi, Collegi, biblioteche e abitazioni di Lazio, Abruzzo, Campania, Molise, Umbria, Toscana e Marche.
 Tra le opere di maggior pregio spiccano per importanza storico-artistica anche quelle rubate a Città Sant’Angelo. Al temine dell’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, il collezionista, P.R., sessantenne, è stato denunciato con altre 4 persone, cioè i principali venditori della refurtiva. Si ricorda che già in passato  è stato riconsegnato alla comunità di Città Sant’Angelo un ostensorio risultato rubato e recuperato dai militari del Reparto  Tutela Patrimonio Culturale.