LA POLEMICA

Associazioni ciclisti correggono Mascia: «a Pescara non c’è una rete ciclabile»

I ciclisti invocano il Piano per la Mobilita dell’Area Metropolitana Pescarese

Redazione PdN

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Associazioni ciclisti correggono Mascia: «a Pescara non c’è una rete ciclabile»
PESCARA. «Parlare di rete ciclabile cittadina a Pescara, non è corretto».

Lo dicono le associazioni “Salvaiciclisti - Pescara & Dintorni”, “Pescara Bici”, “Patto per Montesilvano”, “Webstrade.it”, “Exclamè Associazione Culturale”, “Italia Nostra”, a proposito dei recenti annunci del Comune e della Provincia di Pescara sulla mobilità ciclistica cittadina.
Se da un lato le associazioni esultano alla notizia del prossimo completamento della ciclabile sul lungofiume Pescara dall’altro correggono e stemperano i proclami del sindaco Mascia quando parla «di completamento della rete ciclabile cittadina».
Una dicitura impropria secondo le associazioni, visto che ci vuole ben altro per poter definire come tale un percorso ciclabile.
Una rete ciclabile dovrebbe prevedere una pluralità di ciclabili interconnesse tra loro e dovrebbe permettere a tutti i cittadini, indipendentemente da dove abitano, di poter scendere sotto casa, inforcare la bici e prendere subito una ciclabile che lo porti a destinazione, qualunque essa sia, secondo i ciclisti.E se a Pescara un cittadino che abita a San Donato non ha a disposizione un percorso ciclabile per poter raggiungere la ciclabile fluviale o quella costiera già non si può parlare più di rete ciclabile.
Un’ alternativa in grado di ammortizzare i costi e garantire sicurezza stradale e attrattiva dei percorsi per chi si sposta in bici c’è sempre, secondo i ciclisti, come gli interventi di moderazione del traffico come le Zone 30 e il controsenso ciclabile, di recente oggetto di un parere positivo del Ministero dei Trasporti.
Le associazioni rinnovano l’appello alle amministrazioni locali al sindaco di Pescara e ai sindaci di Montesilvano, Francavilla al Mare, Silvi Marina, Città Sant’Angelo, Cappelle sul Tavo, Spoltore, San Giovanni Teatino e Chieti affinché trovino un accordo per sviluppare insieme il Piano della Mobilità dell’Area Metropolitana Pescarese che comprenda il Piano Traffico (quello di Pescara è scaduto e dovrebbe essere rifatto); il Piano della Ciclabilità; il Piano del Trasporto Pubblico; il Piano Parcheggi; il Piano del verde pubblico.L’obiettivo è ridurre, entro cinque anni, il traffico veicolare del 25%; di incrementare quello ciclististico del 15% e quello pubblico del 10%; di prevedere parcheggi di scambio con navette gratuite e di realizzare la continuità delle aree verdi.
Timidi accenni, secondo le associazioni, in questa direzione, sono visibili dal piano urbanistico Fontanelle Sambuceto tra l’amministrazione di Pescara e quella di San Giovanni Teatino, dal Piano strategico tra Francavilla al Mare e Ortona e dal dialogo intrapreso tra la Gtm e l’Arpa.