Borse di studio tassate e ricevute non rilasciate: possibile contenzioso per la Provincia

I vincitori aspettano ancora i certificati fiscali ed i dirigenti non dicono

Redazione PdN

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Borse di studio tassate e ricevute non rilasciate: possibile contenzioso per la Provincia
PESCARA. Se lo sentiva Simone Palmieri. Che quel tira e molla con la Provincia di Pescara sarebbe finito in tribunale. E così, probabilmente sarà.

Palmieri è uno dei vincitori del bando nel giugno 2011 per borse di studio per perfezionamento post-laurea con finanziamento della Comunità Europea. Solo che lui, così come altri, non ha mai “visto” la cifra tonda (8.000 euro). La Provincia ha tassato la sua borsa di studio riducendola e ad oggi non gli ha rilasciato la certificazione fiscale per la dichiarazione dei redditi.
Messa da parte la legittimità della tassazione, di cui gli esperti si occuperanno, resta in piedi il problema della fattura. Dov’è finita? Che cosa impedisce all’Ente di rilasciarla?
Inutili le code di Palmieri in Provincia, vane sono state le telefonate per racimolare spiegazioni. “Utilissimi”, invece, i consigli dispensati dai dirigenti delle Politiche del Lavoro: «attenda, stiamo mandando le fatture, è tutto pronto».
I giorni passano, della ricevuta neppure l’ombra ed il modello 730 ha già bussato alla porta. In Provincia, intanto, si è passati al rimpallo di responsabilità tra gli uffici per le politiche sociali al Lavoro e l’ufficio Ragioneria.
Il borsista ha bussato più volte alle porte di Loredana Giangreco, Andreina Porro direttrici del settore Lavoro e di Tommaso Di Rino dirigente del dipartimento, incassando «risposte insoddisfacenti».
Poi giorni fa, la novità. Secondo il racconto di Palmieri i vari dirigenti interessati avrebbero iniziato a scaricare le responsabilità sui loro colleghi.
Anche PrimaDaNoi.it ha cercato (ancora una volta) i dirigenti, in particolare Loredana Giangreco e Tommaso Di Rino. Abbiamo provato a sentire la loro versione dei fatti ma è stato inutile. Entrambi, impegnati, non hanno potuto parlarci e neppure ricontattarci, come richiesto.
Ci è andata “meglio” in Ragioneria dove la dirigente ci ha assicurato che le ricevute sono state spedite all’ufficio Politiche del Lavoro e che spetta a loro, adesso, inviarle ai singoli candidati. Poi, la richiesta: «non ci mettete in mezzo non c’entriamo più niente».
«Su tutto questo aleggia più di un semplice dubbio che ci sia stato un grosso errore di fondo nel tassare borse di studio finanziate con fondi della CE», dice Palmieri, «il problema è che nessuno alla Provincia ha il coraggio di ammetterlo e la questione dovrà essere risolta davanti ad un giudice, con grande disagio per l'utente e notevole aggravio di spesa per l'Ente pubblico».
Intanto si aspetta.