TRASPARENZA

Consigliere protesta per la trasparenza, il sindaco: «tutto falso e diffamatorio»

Il primo cittadino a PrimaDaNoi.it: «non vi ci mettete anche voi»

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2286

Consigliere protesta per la trasparenza, il sindaco: «tutto falso e diffamatorio»
PIZZOLI. Da giorni il consigliere Francesco Luciani di Pizzoli sta attuando una protesta molto singolare: non mangia perchè nel suo comune non c'è trasparenza. Questo è quello che racconta lui ed il suo avvocato e per questo vuole attirare l'attenzione.

Sono passati ormai sette giorni.
La sua casa è diventata una tenda davanti al Palazzo di Città, la sua voce passa attraverso fogli di carta affissi lì accanto, la sua forza è l’avvocato Paolo Vecchioli che ogni giorno si reca sul posto «per assicurarsi che beva». Giorni fa i vigili urbani hanno multato Luciani. Due sanzioni, una per occupazione del suolo pubblico ed un’altra per affissione di volantini.
La verità di Francesco Luciani si concentra in poche righe: da tempo chiede documenti (delibere, atti, concessioni edilizie) che gli sono fornite spesso sprovviste di allegati. E quando gli viene messo a disposizione l’archivio per le consultazioni è per un lasso di tempo troppo breve. Ha a disposizione mezz’ora, dalle 13.30 alle 14.00, (orario di chiusura di tutti gli uffici) per spulciare una mole infinita di documenti.
L’avvocato Vecchioli dice «che è impossibile per il consigliere avere copia delle delibere per potersi preparare, valutare la strategia politica prima di andare in consiglio. Per l’avvocato ancora oggi Francesco non ha notizia di alcuni scavi dove è stata sbancata un intera montagna, di costruzioni edificate su acqua sorgiva, di commesse fatte prima che l’appalto fosse formalizzato».
Poi, nel suo discorso si fa strada un timore: «se succede qualcosa a Francesco qualcuno ne risponderà. C’è chi aspetta che crolli per poter fine alla protesta».Il legale assicura che non appena il suo assistito avrà recuperato le forze farà un esposto formale alla Procura della Repubblica «perché è vergognoso che a distanza di 6 giorni non sia intervenuto neanche il Prefetto».
Poco più in là, in Comune il sindaco ed il segretario comunale si dicono esasperati. Il segretario Roberto Mari, interpellato da PrimaDaNoi.it smentisce in tronco le affermazioni di Luciani. La sua verità è ben diversa da quella del consigliere e nulla ha a che vedere con i diritti negati.
«E’ tutto falso», dice Mari asserendo di avere prove che tutti i documenti richiesti sono stati puntualmente forniti, che non è a conoscenza di dinieghi da parte dell’ufficio tecnico e che le delibere vengono pubblicate 24 ore prima della seduta consiliare e quindi sono disponibili e consultabili dai consiglieri.
Poi, Mari ricorda che la legge ammette da parte del consigliere la facoltà di richiedere atti «ma qui ogni giorno è una richiesta che rischia di paralizzare l’attività amministrativa». Se gli allegati vengono omessi è perché sono interi faldoni di progetti che non si possono fotocopiare. 


IL SINDACO E LA DIFFIDA
Il sindaco di Pizzoli, Angela D’Andrea che ha diffidato PrimaDaNoi.it «a pubblicare ulteriori fatti e circostanze non corrispondenti al vero, riservandosi di valutare la possibilità di adire alle vie legali, considerati i comportamenti denigratori e diffamatori», conferma la versione del suo segretario.
«Abbiamo fornito tutte le carte a Luciani», dice il primo cittadino, «le delibere sono pubblicate sull’albo pretorio e non è vero che ho accusato Luciani. Tra noi c’è stato sempre un rapporto di cordialità e non abbiamo nulla da nascondere. Quando ho parlato con il consigliere ieri, mi ha detto “io lo sciopero lo comincio oggi”; poi venerdì scorso alle 17.30 ha smobilitato tutto e dopo ha rimontato tutto».
Quanto alle multe dei vigili urbani il sindaco dice: «penso ci siano state ma lo verifico. Ad ogni modo Luciani sta occupando una piazza pubblica, con una tenda canadese, in mezzo alla sporcizia, ha affisso manifesti in piazza dove i manifesti non vanno affissi».
La D’Andrea infine ne ha anche per questo quotidiano, sulla qualità del suo lavoro dispensando consigli. Tra le altre cose ci accusa di non esserci preoccupati di raccogliere la sua versione prima dell’uscita del pezzo “diffamatorio”.
In realtà PrimaDaNoi.it ha cercato il sindaco più volte in Comune chiedendo anche di poterla rintracciare sul cellulare che non ci è stato dato mentre ieri pur essendo in sede non ha potuto risponderci perchè impegnbata.
«State scrivendo un sacco di sciocchezze», ha detto, «fate il vostro lavoro e mantenete lo stesso distacco e cercate di sentire tutte e due le parti. Non fate tutta questa pubblicità ad un signore che probabilmente è questo vuole e non vi ci mettete anche voi».